Grinta, muscoli e l’italiano: Mesik è il muro del Pescara

7 Maggio 2023

Lo slovacco è diventato perno della difesa e la lingua non è più un problema

PESCARA . La lunga attesa per i play off potrebbe portare ulteriori benefici, anche se Ivan Mesik sembra aver ormai completato il suo processo di ambientamento, soprattutto da quando sulla panchina del Pescara siede Zdenek Zeman. Il feeling tra i due è sbocciato presto, infatti, nella sua prima partita contro la Juve Stabia (4 marzo) l’allenatore boemo ha fatto esordire subito il difensore. Da allora il 21enne slovacco non ha saltato nemmeno un minuto nelle successive otto partite. Mancano undici giorni al match di andata del primo turno nazionale dei play off, in programma giovedì 18 maggio, che i biancazzurri giocheranno in trasferta per poi disputare il ritorno all’Adriatico lunedì 22 maggio (avversario da definire). Un lasso di tempo utile per perfezionare l’intesa con i compagni e assimilare ancora di più i movimenti del gioco zemaniano.
In coppia con Brosco. Finora il tandem al centro della retroguardia ha dato risposte confortanti, Mesik ha trovato in Riccardo Brosco un partner molto affidabile. Insieme hanno giocato sette volte e la squadra ha collezionato 16 punti (5 vittorie, 1 pareggio e una sconfitta a Messina). Solo a Taranto Zeman non ha potuto utilizzarli in coppia e il Pescara è andato in crisi. Contro i rossoblù di Eziolino Capuano, infatti, Brosco era assente e al suo posto il boemo ha schierato Filippo Pellacani, al rientro dopo uno stop di circa sette mesi. Sarà stato un caso, ma il Pescara allo “Iacovone” è andato in crisi subendo una sonora sconfitta (3-0).
Pescara, l’italiano e Zeman. In riva all’Adriatico si è ambientato presto, la città gli piace e Mesik si trova bene, così come la fidanzata Victoria. Lo slovacco padroneggia la lingua inglese e per imparare l’italiano tempo fa si è iscritto a un corso, anche se le iniziali difficoltà di comunicazione sono state superate con l’arrivo di Zeman. Il tecnico di Praga parla la sua stessa lingua, lo stima molto e lo ha lanciato subito nella mischia, a differenza di quanto accaduto con la precedente gestione. Alberto Colombo, infatti, non gli aveva concesso nemmeno una chance e Mesik ha atteso con ansia il suo momento. Ora è un punto fermo della difesa e spera che Pescara rappresenti il trampolino di lancio per tornare in palcoscenici più ambìti.
Il futuro e la nazionale. Le buone prestazioni sfoggiate da Ivan non sono passate inosservate, nelle ultime settimane il telefono del ds biancazzurro Daniele Delli Carri ha squillato più volte, numerosi uomini-mercato hanno chiesto informazioni sul promettente difensore. Se ne riparlerà a fine stagione, dal momento che Mesik in testa ha solo i play off e la corsa alla B che potrebbe lanciarlo definitivamente. Nella passata stagione è stato in prestito all’Odds, club norvegese in cui ha iniziato il campionato giocando nella seconda squadra, poi è passato alla prima collezionando 10 presenze. Era di proprietà del Nordsjaelland, società della Serie A danese, ma l’impiego discontinuo lo ha allontanato dall’Under 21 slovacca.
Eppure Ivan aveva militato in tutte le selezioni giovanili della Slovacchia e fino a pochi mesi fa era un pilastro dell’Under 21. Ha indossato anche la fascia di capitano e nel 2021 si è tolto pure la soddisfazione di essere convocato nella Nazionale maggiore per il match contro l’Ucraina. Non ha avuto la gioia di debuttare, ma in cuor suo spera di rientrare presto nel giro. Ora il cartellino è del Pescara che in caso rivendita dovrà versare il 40% del ricavato al Nordsjaelland. C’è tempo per pensare al futuro, prima c’è una B da conquistare.
Giovanni Tontodonati
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