«Guai a sbilanciarsi, sono forti in contropiede»

Il tecnico pescarese del Cesena mercoledì ha eliminato gli emiliani in coppa: «Bravi sulle palle inattive e sulle ripartenze. Oddo? Se batte Eusebio...»
PESCARA. Nemmeno lui se lo aspettava. Invece, Andrea Camplone ha centrato l'impresa facendo un brutto scherzo a Eusebio Di Francesco. Due giorni fa la sfida di Tim Cup tra gli allenatori pescaresi ha premiato il tecnico del Cesena che battendo il Sassuolo, avversario del Pescara tra quarantotto ore, ha portato i romagnoli ai quarti di finale di Coppa Italia dopo 46 anni. E i bianconeri sono l'unica squadra della serie B che resta in corsa nella competizione.
Camplone, come si batte il Sassuolo?
«Devo fare una premessa. Loro erano passati in vantaggio e in seguito hanno sciupato alcune chance per chiudere la partita. Siamo stati bravi a resistere e alla fine li abbiamo colpiti. Ma l'undici di Eusebio resta una squadra molto forte con pochi punti deboli. In Coppa ha attuato un largo turnover che ci ha permesso di giocarcela. Forse hanno pesato anche le motivazioni: quando una squadra di A affronta una di serie B c'è sempre il rischio di sottovalutarla».
Al Mapei Stadium ha utilizzato il 3-5-2, stesso modulo che ha in mente Oddo. Può essere il sistema giusto per creare problemi al Sassuolo?
«Più che il modulo conta l'atteggiamento. Noi con la retroguardia a tre che diventava a cinque in fase difensiva siamo riusciti a chiudere abbastanza bene gli spazi. Li abbiamo aspettati provando ad impensierirli in contropiede. Loro giocano molto sulle verticalizzazioni improvvise e sull'attacco della profondità. Poi sono abilissimi a sfruttare le palle inattive, perciò servirà la massima attenzione. Inoltre, sono micidiali nelle ripartenze. Non bisogna sbilanciarsi e concedere il fianco, altrimenti non ci sarà partita».
Dunque, i biancazzurri dovranno giocare una partita accorta?
«No, però sarà fondamentale attaccare con intelligenza. Scoprirsi in modo eccessivo significherebbe facilitare il compito del Sassuolo. In generale, la rosa è molto competitiva, ma soprattutto il loro potenziale offensivo è devastante: giocatori come Berardi, Defrel, Matri e Politano possono fare male in qualsiasi momento».
Nel Cesena ha debuttato Andrea Cocco, arrivato in prestito dal Pescara. Ce la farà a rilanciarlo?
«Me lo auguro. Il ragazzo viene da un periodo difficile, però le sue qualità sono indiscutibili. Inoltre, nella sua carriera un po' altalenante ogni due o tre campionati ha azzeccato l'annata. Spero che sia la volta buona».
A Pescara, oltre ad alcuni giovani, sono arrivati Bovo, Stendardo, Muntari e Gilardino. Qual è il suo giudizio sull'operato della dirigenza?
«La strategia è mirata a rendere più esperta la squadra. Prima di questa finestra di mercato Oddo non aveva molti calciatori con un passato in serie A. Se sono a posto dal punto di vista fisico, questi elementi possono garantire un contributo importante. Mi sembra che la società abbia scelto di impegnarsi al massimo per conquistare la salvezza. D'altronde, l'alternativa era iniziare a programmare la prossima stagione».
Lei crede che il Delfino possa salvarsi?
«È l'auspicio di tutti. Servirebbe un miracolo, però bisogna crederci fino alla fine perché questo è un campionato strano. Solo con la continuità di risultati si potranno accorciare le distanze dall'Empoli. Sulla carta, l'obiettivo è difficilissimo, dal momento che di solito il girone di ritorno è ancora più duro rispetto all'andata. Ma una vittoria con il Sassuolo potrebbe sbloccare i biancazzurri». (g.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

