Guana molla il Pescara: smetto con il calcio giocato

24 Ottobre 2014

«Lascio per motivi personali». E rinuncia a un biennale da circa 400mila euro A 33 anni si ritira, c’è chi parla di malumori con lo spogliatoio e stimoli svaniti

PESCARA. Basta. Stop. Roberto Guana lascia il Pescara. Nessuna pausa di riflessione, men che meno il tentativo di tornare sui suoi passi. Il centrocampista bresciano ieri pomeriggio, poco dopo le 14, ha comunicato all’ufficio stampa della società, tramite l’allenatore Marco Baroni, di voler parlare in conferenza stampa. Il tam-tam si è subito innescato per capire quali fossero le cause di questa improvvisa conferenza, calcolando che Guana non era a Pescara da diversi giorni per un permesso legato a motivi personali. Poco dopo le 14.30, il tempo utile di stuzzicare qualche fonte, è saltato fuori che Guana avrebbe annunciato l’addio al Pescara e al calcio giocato. Le cause? Lui ha parlato solo di motivi personali, ma delle voci (le solite che saltano fuori in certe situazioni) raccontano anche di una mancanza di stimoli dell’esperto mediano, che pare non si sia completamente integrato nella realtà biancazzurra. Probabilmente non sarà così, perché Guana, gettando la spugna, rinuncia a due anni di contratto a circa 200mila euro a stagione, che fanno 400 fino al 2016. La conferenza stampa d’addio non serve a nulla per capire i motivi della clamorosa decisione del 33enne centrocampista. «Per motivi personali ho deciso di smettere di giocare», racconta nella sala conferenze dell’hotel Dragonara, dove ci sono anche il presidente Daniele Sebastiani e l’allenatore Marco Baroni. «Le mie motivazioni sono esclusivamente personali e non ho avuto problemi con la società e con il mister, anzi mi sento di ringraziare tutti», ha detto il calciatore arrivato nell’ultimo giorno di mercato. «Non è un problema logistico perché non devo riavvicinarmi a casa». Alla domanda se questa è una decisione maturata da tempo, Guana non risponde. «È una scelta che ho preso in questo momento perché era giusto prenderla». Forse sono mancati gli stimoli, forse un giocatore del suo calibro, che è sempre stato leader di un gruppo, non ha trovato l’habitat adatto. «Tante situazioni e tante cose mi hanno portato a fare certe scelte che riguardano la mia vita. È una scelta che dovevo fare per motivazioni esclusivamente personali».

«Nel salutare Roberto voglio portare la mia vicinanza e quella della squadra in un momento in cui ha preso una decisione sofferta. Vicinanza all'uomo e poi al giocatore. Bisogna guardare avanti e rispettare la decisione del ragazzo», il pensiero di Marco Baroni, che ora dovrà fare a meno di un giocatore importante. «Non nego che contavamo molto sulla sua esperienza, ma viene prima l'uomo e noi lo rispettiamo».

Anche il presidente Daniele Sebastiani manda messaggi distensivi. «Ieri sera (mercoledì) parlando con il mister ho saputo di questa decisione e sono rimasto sorpreso. È una scelta personale che va rispettata. A Pescara aveva due anni di contratto e questa scelta gli fa anche onore da questo punto di vista. Altri forse avrebbero agito diversamente, vivacchiando». Ecco, vivacchiando. Il presidente usa questa parola. Forse Guana non avrà avuto gli stimoli giusti? Si capirà solo in futuro. Il tempo raffredda, il tempo chiarifica.

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