Guidetti, lo svedese con radici ferraresi

17 Giugno 2016

L’attaccante ipertatuato con nonno partito da Ferrara oggi contro gli azzurri

FERRARA. C’è una foto, diventata virale: ritrae un bambino bianco e biondo in una squadra di ragazzi tutti di colore. Siamo in Kenya e quel biondino oggi sfiderà l’Italia.

È John Guidetti, di origini italiane. Ferraresi. Non l’unico figlio di emigranti estensi che ora è avversario della Nazionale. In principio fu Flavio Maestri, cognome che più ferrarese non si può, nonno Amedeo emigrato in Perù nel 1949 con moglie e dieci figli. Flavio, centravanti dello Sporting Cristal (ma anche della Universidad de Chile) e della Nazionale peruviana, in un certo senso ha fatto proseliti.

Diciamo che la terra estense è fertile per produrre attaccanti che qui hanno le loro radici (più o meno lontane) e che poi salgono alla ribalta mondiale. Anche come possibili spauracchi dell’Italia.

John Guidetti, adesso, ipertatuato centravanti dai pochi gol e dalle tante squadre. Svedese di nascita e di passaporto, possibile spalla di Ibrahimovic nell’odierno match contro gli azzurri, ariete che apre le difese più che infilarle. Gli exploit al Feyenoord (20 gol nel 2011/12, bottino su cui ancora vive di rendita) sono memoria, l’attualità parla di non più di 8 e 7 reti nelle ultime stagioni. In giro per il mondo, prima il Celtic in Scozia poi il Celta Vigo in Spagna. Non potrebbe essere diversamente per chi ha già giocato in Olanda ed Inghilterra e - soprattutto - è figlio di "mille" culture e "mille" luoghi.

Nonno di Ferrara, appunto, poi trasferitosi a Stoccolma e là diventato padre di Mike. Il futuro papà di John, la cui mamma dal canto suo ha origini brasiliane.

Al seguito del genitore, rugbista ed insegnante, Guidetti junior è cresciuto in Kenya e la leggenda narra che abbia imparato ad amare il calcio giocando a piedi nudi negli slum di Nairobi, coltivando una passione che poi si è portato appresso al suo ritorno in Svezia. Da dove è iniziata una carriera da giramondo, con il nome di John Guidetti più volte accostato anche a quello di squadre italiane (Lazio in primis), dove però non è mai approdato. La partita contro l’Italia può essere l’occasione per un’ulteriore vetrina pubblicitaria, da sfruttare nel migliore dei modi.

Con un gol, magari, se non fosse che la sua idiosincrasia alla rete avversaria rende difficile pronosticarne una prodezza proprio contro la difesa considerata la più forte d’Europa. Ma hai visto mai?

Lui intanto ha dichiarato: «La famiglia è originaria di Ferrara, io vengo da anni in vacanza in Italia, quindi il legame è forte. Abbiamo anche un appartamento a Roma».

Oggi i tanti Guidetti di Ferrara magari tiferanno solo per lui, andando poi a spulciare l’albero genealogico per incontrare l’illustre parentela. Ed è sicuro che John avrà l’appoggio dei ragazzi keniani, che non ha dimenticato dopo aver fatto fortuna col pallone. Con la "Fondazione Guidetti", il puntero svedese, aiuta infatti un centinaio di bambini a crescere e credere in un futuro migliore. Perché lui, figlio del mondo, quelle origini africane le porta sempre dentro.©RIPRODUZIONE RISERVATA