Hamilton in lacrime trionfa dopo 3 anni: ci ho sempre creduto

Il 39enne l’inglese si impone davanti a Verstappen Sainz quinto, Leclerc 14°. Russel fuori, Norris terzo
LONDRA. Due anni e sette mesi dopo il re è tornato. E nella sua Inghilterra. Lewis Hamilton si riprende la scena, e stavolta non sono le battaglie fuori pista o gli outfit modaioli a finire sotto i riflettori: il sette volte campione del mondo di Formula 1 sale sul gradino più alto del podio, non accadeva dal gp dell'Arabia del 2021, in una gara show in cui si è messo alle spalle Max Verstappen, pure protagonista di un finale da campionissimo quale è, e le McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri. Per la scuderia di Woking un'altra occasione sprecata e vittoria rimandata dopo una gara da protagonista. Ma la passerella è tutta per Hamilton che conquista la 104ª vittoria di una carriera che alla soglia dei 40 anni non conosce fine corsa: sir Lewis davanti a un pubblico in delirio (170mila) esulta e piange perché anche se quello di Silverstone è l'ennesimo successo, il nono peraltro in casa, dopo 56 gp a digiuno la gioia è incontenibile. E la festa comincia al passaggio alla bandiera a scacchi, sventolata per l'occasione da Brian May, chitarrista dei Queen. A salvare, parzialmente la giornata per le Ferrari, è il quinto posto di Sainz, lo spagnolo che dalla prossima stagione cederà il posto in rosso proprio a Hamilton: da dimenticare la gara di Charles Leclerc, a disagio per tutti i 52 giri e finito 14° e doppiato. «Vincere con questo team, la Mercedes, la mia ultima gara a Silverstone è incredibile. Non riesco a smettere di piangere. Era dal 2021 che ogni giorno mi alzavo e cercavo di combattere, allenarmi e prepararmi mentalmente. La cosa più importante è rialzarsi anche quando pensi di aver raschiato il fondo, a volte ho temuto di non potercela fare e di non essere più in grado», le prime parole di Hamilton, avvolto dalla bandiera britannica. «Non ho mai mollato, è dura quando non si vince ma è importante continuare a spingere, non pensavo di poter più tornare dove sono oggi e ringrazio tutti quelli che mi hanno sempre supportato».
Una gara in cui Mercedes e McLaren hanno confermato di essere le due scuderie che meglio hanno lavorato sugli aggiornamenti: il resto, in un gp reso folle anche dal meteo imprevedibile, lo ha fatto la classe del pilota. Mercedes al via subito forti con il poleman Russel (costretto a ritirarsi al giro 33 per un problema alla monoposto) davanti a Hamilton e Verstappen che riesce a passare Norris e si piazza terzo. Con la pioggia la McLaren però si mette in mostra con i due piloti che passano avanti superando prima Verstappen e poi entrambe le Mercedes, con Hamilton che nel frattempo era riuscito a scavalcare Russell portandosi al comando. Ma con il cambio gomme e la pioggia più intesa la McLaren non azzecca le scelte, con Piastri che perde quasi venti secondi, taglierà il traguardo quarto e scontento. Il finale è tutto per Hamilton che resiste all'attacco del cannibale Verstappen e va a riprendersi quello che mancava da troppo. E sono lacrime abbracci con papà Anthony, tutti a incoronare il re. Che è tornato e un po’ sorride anche la Ferrari.
Paride Di Noia

