Hamilton, re insaziabile Vettel secondo con onore

26 Novembre 2018

L’iridato della Mercedes nel Gp di chiusura eguaglia il record di vittorie stagionali  Raikkonen saluta la Ferrari con un ritiro. Paura per Hulkenberg, Alonso all’addio

ABU DHABI. Undicesima vittoria, altrettante pole e la 5ª corona iridata: se c'erano dubbi sulla legittimità del titolo 2018 per l'insaziabile Lewis Hamilton, il Gp di Abu Dhabi, ultima prova della stagione, è stata la summa di tutto questo. Il pilota Mercedes mette tutti in fila anche sul circuito di Yas Marina dell'Emirato, in un finale di stagione che ha visto prima la paura (contatto Hulkenberg-Grosjean subito dopo il via e la Williams del tedesco che cappotta e vola contro le barriere, ma il pilota fortunatamente illeso), poi la delusione (il ritiro dopo soli 7 giri di Kimi Raikkonen al passo d'addio al volante della Ferrari), quindi finalmente la gara, scandita da safety car, pit stop, un principio di pioggia e il solito podio: primo Hamilton, secondo Vettel.
Il britannico sul circuito mediorientale tra campi da golf, parchi a tema e hotel extralusso, inanella l'ennesima perla di una carriera strepitosa, fatta fin qui di 73 vittorie, eguagliando il record di 11 vittorie stagionali del 2104. Lo fa nel modo consueto: sbaragliando gli avversari col piede sull'acceleratore del fuoriclasse e una strategia perfetta ai box che lo hanno portato addirittura a fare il primo pit stop dopo appena 6 giri per le hyper-soft. Chiude con onore Vettel che ha dimostrato di guidare un'ottima Ferrari che senza i tanti errori in corso d'anno avrebbe potuto giocarsi diversamente il Mondiale. Non a caso, la Rossa chiude con 571 punti, il massimo nella sua storia e il massimo mai raccolto da una squadra che poi non ha vinto il Mondiale a fine anno. Ma tant'è, ha vinto il migliore a cui il ferrarista a fine gara riconosce meriti e gloria: «È stata un'annata difficile ma posso assicurare di aver dato tutto fino alla fine. Hamilton merita di essere campione». È stata una gara di fatto già scritta ma che subito dopo il via avrebbe potuto prendere una piega tragica dopo il contatto Hulkenberg-Grosjean conclusosi con il terribile ribaltamento della Williams del tedesco finita a tutta velocità contro le barriere. Dopo attimi di paura e un principio di incendio, subito domato, il pilota è uscito dall'abitacolo e la gara ha potuto riprendere con Hamilton che ha approfittato della safety car per cambiare le gomme e Kimi Raikkonen, all'ultima gara al volante della Rossa, invece mestamente ritirato per un problema elettrico e rientrato ai box tra gli applausi del team e del pubblico.
Passo d'addio è stato anche per Fernando Alonso, pilota che ha fatto la storia della F1, salutato con affetto da tutto il paddock, 11° al traguardo e invitato da Hamilton nel giro d'onore. Tra carambole, ritiri e celebrazioni, del Gp di Abu Dhabi resta davvero poco da raccontare, con Verstappen e Ocon a rubare la scena nei primi giri dopo il fuori programma concitato in Brasile e sorpassi e controsorpassi nei primi giri stavolta senza alcuna appendice nervosa. A poco più di un terzo di gara è in testa Ricciardo che però deve ancora fermarsi e quando lo fa al 35° giro si ritrova quinto. Al 38° giro Verstappen supera Bottas alle prese con qualche problemino sulla sua vettura e superato anche da Vettel, adesso secondo, e Ricciardo che con pneumatici freschi si libera con facilità del finlandese, rientrato ai box a 15 giri dalla fine per sostituire le gomme per la seconda volta. Il Gp di fatto finisce qui. Prima della gara Pirelli ha ufficializzato il contratto con la F1 per altri quattro anni.
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