Hamilton, trionfo e sorpasso Mondiale

Il pilota Mercedes scavalca in classifica il compagno di scuderia Rosberg. Giù dal podio le Ferrari, Red Bull più vicine
È bastata una partenza perfetta a Lewis Hamilton per dimenticare un sabato di acquazzoni, bandiere gialle e mancate penalizzazioni, per diventare il più vincente in Ungheria (5 volte), per issarsi dove merita, ovvero al comando del Mondiale.
Quinta vittoria nelle ultime sei gare per l’anglo-caraibico, che ha scavalcato il poleman Nico Rosberg allo spegnersi dei semafori e non ha mai mollato la presa, conducendo la sua Mercedes per prima al traguardo.
Per Hamilton è il 48esimo successo in carriera, il secondo posto assoluto di Alain Prost, tre vittorie più su, è seriamente minacciato. Dopo i quattro trionfi di fila in avvio e l’exploit al Gp d’Europa, Rosberg pareva saldo al comando, ma la marcia del campione del mondo ha travolto tutti, tedesco compreso, che non è stato in grado di sfruttare il vantaggio di una contestata pole, conquistata in regime di doppie bandiere gialle per il testacoda di Fernando Alonso, per arrestare la fame del compagno di squadra. Perlomeno tra i due rapporti meno gelidi: stretta di mano e pacca sulle spalle all’arrivo, qualche sorriso più tardi ma anche un piccolo battibecco sulla questione delle bandiere gialle. Adesso la classifica dice Hamilton 192 punti, Rosberg 186.
Il tutto a una settimana da Hockenheim, snodo probabilmente decisivo: Rosberg gioca in casa, anche se vive ormai da tempo a Montecarlo, in Germania l’immediata occasione del controsorpasso prima della lunga pausa estiva. Tra i “terrestri” sfida serratissima tra Red Bull e Ferrari. La fortuna (e qualche decisione dei commissari) non è stata dalla parte della scuderia di Maranello, che tra qualifiche e gara può recriminare.
Lo ha fatto il team principal Maurizio Arrivabene dopo che Daniel Ricciardo ha soffiato il podio a Sebastian Vettel e Max Verstappen, con una manovra davvero ai limiti, ha impedito il balzo al quinto posto di un Kimi Raikkonen in grande spolvero. I due Red Bull sono stati graziati ieri in Q1: la regola del 107% non avrebbe dovuto permettere loro di qualificarsi alle manche successive.
Ma tant’è. Scattato dalla 14 posizione, il finlandese ha centrato un buon sesto posto complice la strategia a una sosta, venendo a contatto con il rampante olandese della Red Bull a poco più di 10 giri dalla fine. I commissari hanno chiuso un occhio, Raikkonen ha danneggiato l’ala e alla fine ha masticato amaro, nonostante la rimonta. E mastica amaro anche Vettel: il duello con Ricciardo è stato intenso fino alla fine ma, oltre alle difficoltà a sorpassare all’Hungaroring, impreca per quel giro finale di sabato, interrotto sul più bello, che poteva dargli un’altra posizione in griglia.
Vettel quarto, Raikkonen sesto, la Red Bull a un solo punto in classifica costruttori: alla fine, nonostante un passo gara decisamente in crescita, i risultati non sorridono. Si rivede timidamente Fernando Alonso, che con la sua McLaren ha chiuso al settimo posto, problemi ai freni sin dall’avvio invece per Jenson Button, costretto alla fine a ritirarsi. Nei primi dieci anche Carlos Sainz, Sergio Perez e Nico Hulkenberg.
Alla fine Mercedes trionfa ancora, Ferrari giù dal podio, Red Bull più vicina. Non c’è tempo per pensar troppo: tra una settimana c’è Hockenheim.

