«Ho trattato Hawkins, Person può fare bene»

6 Agosto 2018

Martinelli fa un bilancio degli Sharks: «L’organico è al completo, Simonovic non arriverà. Mi auguro che la città si stringa attorno alla squadra» 

ROSETO. Concluso il roster del Roseto Sharks per la prossima stagione sportiva, Michele Martinelli, general manager del club biancazzurro, fa una panoramica sulla situazione della squadra appena composta.
Martinelli, Roseto Sharks al completo?
«Direi di sì, anche perché la pista per il 19enne pivot montenegrino Marko Simonovic si è raffreddata, visto che gli sloveni dell’Olimpia Lubiana vorrebbero lasciarcelo solo per il tempo necessario per concludere il suo processo di italianizzazione».
Roster chiuso quindi, anche se c’era stata la suggestione di ingaggiare David Hawkins, 36enne che in Italia con Siena ha vinto uno scudetto?
«Non nascondo di averci parlato, ricevendo anche una disponibilità di massima. Però, nel frattempo, lui sta giocando in America nel BIG 3 talmente bene che l’hanno già invitato ai “Veteran Camp” della NBA. Insomma, forse non siamo la sua prima opzione».
Quella degli Sharks, sembra una squadra adatta ai principi di gioco di coach D’Arcangeli?
«Abbastanza, del resto i giocatori li ha scelti quasi tutti lui».
Wesley Person Junior però è farina del suo sacco: in cosa l’ha convinta?
«Secondo me è un bel prospetto, che arriva da scuole importanti, ed ha un padre ed uno zio entrambi ex campioni Nba. Al College ha sempre fatto bene, è un giocatore affidabile sul perimetro che ci può far molto comodo, visto che non ne abbiamo tantissimi in quel ruolo. E poi si combina bene con gli altri perché gioca con grande energia. Insomma, spero alla fine si riveli un ottimo ingaggio, noi gli daremo tutta la possibilità di esprimersi ai più alti livelli».
Ma ci sarà un lato meno positivo di questa squadra, che le piace un po’ meno?
«L’unico rischio che vedo è che forse sotto siamo ancora un po’ leggerini; questo però significa pure che saremo una squadra che corre, salta, pressa. E se giocheremo tutte le partite sui nostri toni, agli altri non resterà che adeguarsi».
Con chi lotterà Roseto per la salvezza?
«Roseto dovrà anzitutto temere sé stessa. Abbiamo una squadra con tanti ragazzi giovani quest’anno, e quindi potenzialmente non solidissimi a livello emotivo: ecco, non vorrei che un ambiente magari freddo o poco accogliente li possa in qualche modo deprimere. Per questo mi auguro che al netto del diritto di critica, la città alla fine si stringa come sempre alla sua squadra».
Roseto all’inizio si affiderà ai giocatori più esperti per dare tempo ai giovani di crescere?
«Credo in realtà che sarà vero il contrario: la nostra forza è di essere atletici, e tutti si dovranno adeguare perché il nostro sistema è quello».
Anche uno esperto come Pierich, che ha quasi 37 anni?
«Ma lui non è stato di certo preso per giocare 40 minuti, per cui quando sarà in campo dovrà correre forte come gli altri».
Le date. Manca solo l’ufficialità, ma oramai è tutto pronto per cominciare. Raduno della squadra il 16 agosto a Roma, dove i giocatori resteranno per un paio di giorni per le visite mediche; da lì trasferimento in Umbria a Roccaporena, con gli americani che arriveranno nei giorni 17 (Sherrod) e 21 (Person). Le prime due amichevoli si giocheranno a Roma, poi il giorno 27 la squadra si trasferirà a Roseto per continuare il precampionato: e se tutto andrà come sembra, il torneo del 15 e 16 settembre con Latina, Jesi e Scafati sarà intitolato “Trofeo Lido delle Rose’” edizione numero 73.
Marco Rapone
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