I biancorossi di Gabriele al ritmo della Juventus

11 Maggio 2016

Trionfo del Poggio degli Ulivi grazie alle 26 vittorie di fila e agli oltre 150 gol

PESCARA. Ventisei vittorie consecutive tra prima e seconda fase e oltre 150 reti all'attivo nel corso di questa stagione. Che il meglio potrebbe ancora offrirlo. Sono questi alcuni dei numeri del Poggio degli Ulivi, categoria Giovanissimi Regionali Elite, capace di conquistare per il terzo anno consecutivo il torneo regionale. La certezza del trionfo è arrivata domenica 24 aprile grazie al 3-0 casalingo rifilato al River. Festeggiamenti, selfie e momenti di gioia non sono mancati, è naturale, ma la squadra guidata da Augusto Gabriele si è subito rimessa all'opera per preparare al meglio la fase interregionale in programma a partire dal 22 maggio. Come sottolineato dal responsabile del settore giovanile, Giancarlo Giannandrea, l'obiettivo minimo è stato centrato, ora si vuole provare a fare qualcosa in più. L'accesso alle final six manca dal lontano 2011, mentre bisogna andare indietro addirittura di ventisei anni per ritrovare una squadra abruzzese capace di conquistare lo scudetto di categoria: la Renato Curi Pesara. Per arrivare a giocarsi il tricolore, il Poggio degli Ulivi deve superare le vincenti di Campania, Lazio e Molise, realtà sempre temibili perché costruite su bacini decisamente più vasti rispetto a quello abruzzese. Ma l'impresa non è impossibile, e la vittoria arrivata in Nike Premier Cup contro i campioni in carica della Savio Roma ne è la dimostrazione. I talenti per provarci non mancano: Maggiore, Angelozzi e Paolilli sono solo tre dei nomi che hanno portato così in alto la squadra del Poggio. Per loro è arrivata prima la convocazione nella rappresentativa regionale (impegnata a fine mese nel torneo delle regioni a Reggio Calabria), poi l'attenzione del calcio professionistico, sempre pronto a mettere le mani sui campioni di domani. Talento certo, ma non solo. La costruzione di un gruppo vincente passa necessariamente dal duro lavoro e dalla voglia di arrivare. Non solo di chi va in campo, ma anche di chi sceglie le pedine della propria scacchiera. ««Passo tanto tempo sui campi di calcio, forse troppo», dice sorridendo lo stesso Giannandrea. «Abbiamo un'ottima scuola calcio dalla quale attingiamo circa l'80% delle nostre risorse, il resto arriva dallo scouting. Insieme ai miei collaboratori cerchiamo di attenzionare tutto quello che accade in zona. Quando troviamo il ragazzo che fa al caso nostro parliamo con la società di appartenenza, quindi con i genitori. Nel momento in cui tutte le parti sono d'accordo viene a fare un provino con noi e se i tecnici danno parere positivo entra a far parte del gruppo». Qui infatti, tutti i ragazzi del settore giovanile sono selezionati: «Vogliamo essere noi a scegliere i nostri giocatori», prosegue Giannandrea. «La scuola calcio è aperta a tutti, nelle giovanili arriva chi merita. Va detto però che la maggior parte dei bambini che arriva in questo club poi riesce a confermarsi con i più grandi, segno evidente della bontà del nostro lavoro». Per avvalorare le sue parole manca solo la ciliegina sulla torta. (a.d.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA