I club bocciano la riforma del campionato di C

La maggioranza delle società contro la proposta di un nuovo format avanzata dal presidente Ghirelli
PESCARA. Clamorosa bocciatura per la riforma del campionato di serie C messa ai voti, ieri, a Roma, nel corso dell’assemblea dei club di Lega Pro. Che non ha approvato la modifica del format: 34 i voti contrari alla modifica, 24 favorevoli, 1 scheda nulla. «Va preso atto del voto. Nessun commento da parte mia, solo la presa d’atto come è doveroso nel gioco democratico», il primo commento del presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli che si era speso molto per propagandare la riforma. L’esito della votazione è stato commentato anche dal presidente del Pescara Daniele Sebastiani: «Abbiamo parlato della riforma dei format, l’abbiamo messa ai voti e non è passata, ma non è di certo una bocciatura. Piuttosto una richiesta di approfondimenti. Da domani», ha aggiunto, «possiamo iniziarci a lavorare. Se c’è una cosa di positivo in questa Lega è che ha voglia di muoversi prima e va riconosciuto a Ghirelli».
Il progetto bocciato. L’idea era quella di suddividere il campionato in 6 gironi da 10 in base alla vicinanza territoriale, lasciando gare di andata e ritorno: ogni squadra avrebbe giocato 18 gare. Una volta terminata la regular season, le prime 5 dei 6 gironi si sarebbero sfidate in una poule promozione. Le ultime cinque, invece, si sarebbero sfidate nella poule retrocessione. Gli accoppiamenti sarebbero stati organizzati tramite il sorteggio e in base alle teste di serie che sarebbero uscite dalla regular season (sei squadre 1° classificate in regular season in 1° fascia e così via). Ogni club nella seconda fase avrebbe portato in dote la metà dei punti della prima fase. Le prime tre classificate della seconda fase della poule promozione assieme alla vincitrice della Coppa Italia avrebbero guadagnato l’accesso direttamente alla fase finale, senza passare per i play off. Dalla quarta alla decima della classifica della poule promozione (27 squadre in totale) si sarebbero sfidate nella prima fase dei play off. A queste si sarebbero aggiunte la prima e la seconda in classifica dei gironi della poule retrocessione. Le vincenti avrebbero ottenuto l’accesso alla fase finale. Qui poi ci sarebbero stati ulteriori accoppiamenti in modalità eliminazione diretta per stabilire le quattro promozioni in B. La squadra in prima fascia avrebbe giocato il match di play off in casa e sarebbe stata una partita secca, con eventuali supplementari e rigori. Questo era il format proposto dalla Lega per rendere il campionato più interessante, secondo il presidente Francesco Ghirelli. Dello stesso avviso non è stata la maggioranza delle società. Negli ultimi anni i play off hanno riscosso tanto successo e numeri di visibilità molto più alti rispetto alle 38 partite di campionato. Scelta che ha portato Ghirelli e il direttivo della Lega Pro a studiare questo nuovo format. Che è stato bocciato dalla maggioranza dei club. «Non ci abbiamo fatto una bella figura», l’ulteriore commento di Ghirelli che ha fatto sapere di non volersi dimettere dall’incarico. (r.c.)
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