I complimenti di Nibali: «Avversario forte, vittoria meritata»
Dopo avere lottato tanto, rivaleggiato in salita come in discesa e in pianura, non c’è spazio per i rimpianti. Vincenzo Nibali ha il volto fiero e consapevole di un guerriero che sa di avere dato...
Dopo avere lottato tanto, rivaleggiato in salita come in discesa e in pianura, non c’è spazio per i rimpianti. Vincenzo Nibali ha il volto fiero e consapevole di un guerriero che sa di avere dato tutto. Lo Squalo ci ha provato contro un «avversario forte e solido», facendo molto spesso la corsa. Altro che rimpianti. «Infatti, non ne ho. Come potrei averne?» le parole dello Squalo venuto dallo Stretto, «sono certo di avere disputato un bel Giro d’Italia, lottando dall'inizio alla fine. Ho avuto grandi rivali e Carapaz ha dimostrato di essere forte. Sì, dai, ha meritato di vincere la maglia rosa». Ma anche per colpa di «tutti i leader», che si sono «controllati stretti, marcati, soprattutto nella prima parte del Giro. Poi», confessa Nibali, « non è stato semplice recuperare terreno. Comunque, Carapaz non ha rubato nulla: è stato fortissimo, molto bravo. Ha guadagnato tanto a Courmayeur e poi non siamo più riusciti a risalire». Sulla soglia dei 35 anni, Nibali, che parteciperà al Campionato italiano e al Tour de France, sottolinea: «Non sono trascorsi tanti mesi da quando sono caduto al Tour e dall’operazione: ho avuto problemi posturali ed essere qui, a lottare per la maglia rosa, per me non è stato semplice. Essere arrivato secondo non è un risultato cattivissimo. Tutti hanno interpretato la mia doppia partecipazione al Giro e al Tour come se partissi per vincere entrambe le corse, ma non è così. Ancora dobbiamo stabilire gli obiettivi nella corsa francese, dipende anche da come reagirà il mio fisico. Adesso mi prendo qualche giorno di vacanza, poi si vedrà», conclude.
Intanto ieri è stata l’ultima tappa per Emanuele Dotto, voce storica di RadioRai e del Giro d’Italia: il radiocronista va in pensione a 67 anni, dopo 44 anni di professione.
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