I Giochi nel segno dell’Italia

Settanta medaglie per gli azzurri, cerimonia conclusiva di due ore con tutti gli atleti sul palco
PESCARA. “Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare”: avrebbe forse così detto, in una fresca e malinconica serata di fine estate, il “pescarese per eccellenza”, Gabriele d’Annunzio, salutando un circo olimpico che da oggi non fa più parte della cittadina adriatica ed inizia il suo viaggio verso un nuovo lido dove approdare fra tre anni.
La cerimonia con cui ieri sera si è chiusa la prima e storica edizione di Giochi del Mediterraneo sulla Spiaggia, ha fatto da cornice ad un quadro dipinto nel corso di questi giorni dalle gesta sportive di atleti provenienti da ben 24 Paesi, arrivati a Pescara con il sorriso stampato sul volto e adesso andati via con la certezza di aver messo nel loro bagaglio un’esperienza indimenticabile.
Mila Cantagallo e Maurizio Giordano hanno accompagnato il pubblico dell’ex Cofa, con oltre due ore di intrattenimento, tra momenti artistici ed istituzionali, fino ai fuochi d’artificio che hanno fatto calare il sipario sulla manifestazione. Così come nella cerimonia inaugurale, il momento più importante, ma anche più coinvolgente, è arrivato al momento dell’ingresso sul palco di tutti gli atleti in gara, questa volta non divisi per squadre, ma uniti, mischiati e festosi, a testimonianza del vero messaggio che questi Giochi hanno voluto e continueranno a voler trasmettere, l’amicizia tra i popoli, l’unione e il rispetto.
E a “scortare” le 24 rappresentative ci hanno pensato ancora una volta i volontari, saliti sul palco anche loro per ricevere la giusta dose di applausi dopo tutto il lungo e faticoso lavoro fatto nei dieci giorni di competizioni.
L’inno di Mameli, cantato dal tenore Nunzio Fazzini, ha accompagnato la riconsegna della bandiera olimpica alla presenza delle autorità di Guardia Costiera e Capitaneria di Porto, passata prima nelle mani di Amar Addadì, presidente del comitato internazionale Giochi del Mediterraneo e quindi in quelle di Isidoros Kouvelos, segretario del comitato, il quale la custodirà in attesa che venga designata la città che ospiterà l’edizione del 2018. Si conosce già invece, quella che accoglierà l’edizione del 2021: è l’algerina Oran. I fuochi d’artificio che hanno illuminato il cielo di Pescara, poco dopo che sui maxi schermi montati ai lati del palco a forma di conchiglia venissero proiettate le immagini più significative di questi dieci giorni di gare, hanno fatto da colonna sonora ad un evento che ha lasciato il segno sulla città. Un segno da cogliere, riprendendo le parole del direttore generale del comitato organizzatore, Guglielmo Petrosino, per far sì che anche questa sia solo una tappa di passaggio e non un punto di arrivo nella crescita di Pescara. Una Pescara che in questi giorni ha ospitato 24 squadre, circa 900 atleti, ha accolto oltre 120 giornalisti accreditati e provenienti dai tre diversi continenti, ha messo a disposizione tre siti di gara, lo Stadio del Mare, l’Arena del Mare e le piscine Le Naiadi, ha visto gli atleti impegnati in 11 discipline, ha assegnato ben 175 medaglie distribuite tra 16 nazioni, con la squadra italiana a primeggiare nel medagliere conclusivo con 33 ori, 23 argenti e 14 bronzi (70 medaglie).
Gli ultimi giorni sono stati di certo quelli più belli, ma hanno rappresentato solo la fase finale di una lunga maratona organizzativa, iniziata dopo lo scorso Natale e arrivata fino a ieri sera. Le parole di ringraziamento e di congratulazioni pronunciate da Amar Addadì chiudono Pescara 2015, tra la soddisfazione collettiva per un evento che ha saputo far breccia nel cuore della città.
Adriano De Stephanis
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