I Maio fanno dietrofront «Restiamo noi alla guida»

16 Febbraio 2016

Salta l’intesa con l’imprenditore Bisogno. La famiglia: «È una scelta di cuore» Il ds Galigani: «Non c’è stato l’accordo economico e pesa il nuovo deferimento»

LANCIANO. La Virtus Lanciano resta alla famiglia Maio: le trattative con l’imprenditore campano Stefano Bisogno sono finite ieri, con l’attuale proprietà che ha deciso di rimanere alla guida del club per «una scelta di cuore». A dare per primi la notizia sono stati proprio i Maio, con una nota firmata da Franco e dai figli Guglielmo e Valentina, pubblicata sul sito della Virtus intorno alle 18. Nel comunicato però Bisogno non viene citato, così come non si accenna a incontri e proposte. L’ultima, formalizzata in mattinata con una mail dall’imprenditore di Cava de’ Tirreni, a quanto pare parlava di 7 milioni e mezzo di euro, due dei quali sarebbero comunque rientrati con contributi della Lega. Al netto, Bisogno di milioni ne avrebbe tirati fuori 5 e mezzo. Restava da trovare l’accordo su alcune pendenze, anche se nel pomeriggio Bisogno era convinto di essere in procinto di chiudere. In serata invece per lui è arrivata la doccia fredda.

La famiglia che ha portato Lanciano in B resta al timone, e lo annuncia con una sorta di lettera aperta a città e tifosi: «Abbiamo capito che è impossibile tenere a bada un sentimento che continua a ricondurci sempre su questa strada da quasi dieci anni», si legge sul sito del club, «abbiamo preso atto che questo patrimonio di emozioni è davvero difficile da mettere da parte, e soprattutto che la nostra avventura con il Lanciano non è finita». I Maio sottolineano come nella decisione abbiano influito le manifestazioni di affetto e solidarietà, nonché la vicinanza delle istituzioni: «Abbiamo fatto una scelta di cuore perché non si può scappare da una passione così grande», rivendicano Franco, Guglielmo e Valentina.

Dall’altro il ds Vittorio Galigani, stretto collaboratore di Bisogno, spiega invece che «non è stato trovato l’accordo economico, e il deferimento che potrebbe portare nuovi punti di penalizzazione ci ha lasciati un po’ perplessi».

Ad ogni modo anche questa trattativa intavolata per cedere la Virtus è finita in una bolla di sapone, nonostante a un certo punto la cessione venisse data per fatta. Addirittura, dopo la riunione di giovedì all’hotel Cristina tra Franco Maio e Bisogno, si era parlato di fumata grigia. Adesso alla dirigenza frentana non resta che tornare a impugnare con forza il timone della navicella rossonera, e onorare i non pochi impegni finanziari per portare al termine la stagione. Sul campo la squadra di Primo Maragliulo ha dimostrato di avere le carte in regola per salvarsi. Ai Maio il compito di ricucire il rapporto che si era incrinato con la tifoseria, ma anche con qualche pezzo importante della società, come il ds Luca Leone, che già nelle scorse settimane aveva manifestato l’intenzione di lasciare a fine stagione. Ieri Leone, interpellato da una testata nazionale, aveva dichiarato di non sapere della possibilità di vendita della società, se non da quanto riportato dai giornali: «Sinceramente non mi aspettavo che nessuno mi dicesse nulla», ha affermato Leone, «è una situazione nuova e non ho argomenti per parlarne. Mi pare di aver fatto bene in questi otto anni e questa incertezza mi amareggia un po’».

Andrea Rapino

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