I medici della A: «Si può giocare ma...»
Le perplessità dei sanitari sono legate ai tempi e alla sicurezza
ROMA . Mentre il mondo del calcio aspetta il via libera del Governo per la ripresa degli allenamenti, scendono in campo i responsabili sanitari delle 20 squadre di serie A che chiariscono che «nessuno di noi è contrario a finire il campionato, non c'è alcuna preclusione, anzi. Siamo tutti perché il torneo venga concluso. Il problema è quando, perché va fatto in sicurezza. Noi siamo convinti che questa sicurezza si possa ragionevolmente raggiungere, e la questione decisiva dunque è la variabile tempo». Le osservazioni i medici le avevano inviate alla commissione tecnico-scientifica sull'emergenza coronavirus della Figc. «Nei giorni scorsi i responsabili sanitari dei club di A hanno ricevuto il protocollo organizzativo e di screening proposto dalla Commissione Medico Scientifica della Figc», spiegano. «I medici, con spirito propositivo, hanno elaborato e proposto delle osservazioni al fine di coniugare sicurezza ed applicabilità, inviandole all'attenzione della Commissione e della Lega calcio Serie A attraverso l'allora coordinatore Tavana. I medici ci tengono ora a chiarire», concludono, «che i documenti sono finalizzati esclusivamente alla tutela della salute dei tesserati e sperano che vengano unicamente utilizzati a tale scopo».
La Federcalcio dal canto suo aspetta un segnale dal Governo, ma nel frattempo l'Uefa, ribadendo quanto detto dal comitato esecutivo il 23 aprile, ha inviato una lettera alle federazioni fissando un mese di tempo per comunicare il piano, la data e il format di ripresa dei campionati. Un mese quindi per dare delle certezze per arrivare al termine dei campionati nazionali.

