I nodi da sciogliere per non ripetere gli errori del passato
Diavolo ultimo senza le penalità di Vicenza e Santarcangelo Dal tecnico alla squadra passando per il ds: ecco i tanti rebus
TERAMO. Sono tanti i nodi da sciogliere in casa Teramo. La conquista della salvezza "a tavolino" consente ai biancorossi di iniziare a pianificare il futuro con un po' più di calma e con qualche settimana d'anticipo. Non c'è soltanto la questione societaria da sistemare, con il patron Campitelli a caccia di soci che possano condividere con lui un nuovo progetto o, eventualmente, di un imprenditore al quale cedere il club dopo 10 anni di gestione. C'è anche una rosa da ricostruire, cercando di evitare i tanti errori di questa stagione. La squadra, infatti, ha disputato un brutto campionato, collezionando soltanto sei vittorie in 34 partite (bottino peggiore del girone B) e chiudendo in ultima posizione se il Vicenza non avesse avuto i 4 punti di penalizzazione. I tifosi, in vista del prossimo anno, sperano in un deciso cambio di passo alla luce delle sofferenze che dal 2015 in poi non vogliono proprio saperne di abbandonare il Diavolo. La società deve adesso affrontare le varie situazioni dei tesserati. L'allenatore Giovanni Zichella, per esempio, ha il contratto in scadenza a giugno e bisogna capire se esistono le condizioni per continuare insieme. Il tecnico, che ha guidato il Teramo nell'ultimo turno contro la Reggiana, potrebbe essere stuzzicato dalla prospettiva di vestire i panni di primo allenatore fin dal ritiro estivo. C'è poi da analizzare la posizione del direttore sportivo Sandro Federico, che negli ultimi tempi è stato un po' messo in discussione dopo il divorzio con Palladini. Il dirigente di origini teatine è sotto contratto fino al 2020, ma la sua conferma non è del tutto scontata. Ha riscosso consensi il lavoro del direttore generale Emilio Capaldi, abile nel far quadrare i conti e nel seguire da vicino gli interessi del Teramo nei giorni che hanno preceduto la sentenza del Santarcangelo. Il matrimonio con Capaldi, dunque, continuerà.
Sul fronte squadra cambieranno tante cose. Sarà rivoluzione tra i portieri, nella speranza di trovare finalmente un numero 1 affidabile.
In attacco bisognerà rifondare l'intero reparto, protagonista di una stagione nera. Potrebbe rimanere l'esterno Sandomenico (in prestito con opzione di riscatto dalla Juve Stabia); via i vari Panìco, Gondo e Tulli. Da valutare il destino dei giovani Fratangelo e Faggioli. Ha estimatori sul mercato Bacio Terracino (scadenza 2019), autore di 10 gol e tra i migliori del Teramo nell'intera annata.
Negli altri reparti, si proverà a trattenere il mediano Graziano (nei giorni scorsi è circolata la voce di un biennale da proporre al giocatore) e l'esperto difensore Sales (molto apprezzato dalla tifoseria). Sono in scadenza i centrocampisti Ilari e Varas mentre De Grazia è legato ai biancorossi fino al prossimo anno, ma potrebbe avere mercato. Terminano i prestiti di Cretella, Milillo, Pietrantonio e Ventola. La vecchia guardia merita un discorso a parte: Speranza, Caidi e Amadio sono sotto contratto (il capitano va a scadenza nel 2020) e dovrebbero restare tutti e tre, ma molto dipenderà anche dalle loro motivazioni, dall’affidabilità fisica e dai programmi tecnici. In casa Teramo la marcia verso il settimo campionato di fila tra i professionisti è già iniziata.
L’ultima promozione. La Vibonese è l’ultima delle squadre di serie D a staccare il biglietto per la C. La promozione arriva al termine dello spareggio per il primato nel girone I contro il Troina: 5-3 il finale ai rigori dopo che non erano bastati 120 minuti per sbloccare il risultato dallo 0-0.
Gaetano Lombardino
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