I PADRONI DEL VAPORE E LE PAROLE AL VENTO

14 Marzo 2016

di ROCCO COLETTI Botta e risposta a distanza. E così sono sempre tre i punti che dividono la capolista Juventus dal Napoli. Entrambi hanno vinto 1-0 ed entrambi con gol argentini: i bianconeri con...

di ROCCO COLETTI

Botta e risposta a distanza. E così sono sempre tre i punti che dividono la capolista Juventus dal Napoli. Entrambi hanno vinto 1-0 ed entrambi con gol argentini: i bianconeri con una prodezza di Dybala e i partenopei con il solito Higuain (e sono 27!) che ha trasformato un rigore molto contestato dal Palermo. Le prime della classe non perdono colpi: alle battistrada, infatti, si aggiunge la Roma che a Udine ha centrato l’ottavo successo consecutivo, dimostrando di essere pronta ad approfittare di eventuali passi falsi. Quello commesso, ad esempio, dalla Fiorentina agganciata al quarto posto dall’Inter. A nove giornate dalla fine tutto può accadere. E Roma-Inter di sabato sera può già decidere la lotta al terzo posto. Calcio giocato, e non solo. Sì, perché ad agitare le folle ci sono anche i vecchi padroni del vapore, ovvero quei presidenti che con il tempo hanno perso appeal. E, alla resa dei conti, ora incidono negativamente sulle proprie squadre. E’ il caso di Maurizio Zamparini, 74 anni, che non ha perso il vizio di esonerare allenatori e, ultimamente, con le parole ha fatto più male che bene ai rosanero; per non parlare di Silvio Berlusconi, 79 anni, che, dopo la stagione dei trionfi alla guida del Milan, sta complicando non poco il lavoro dei tecnici che si sono succeduti sulla panchina rossonera, da Allegri in poi; e, infine, il patron friulano Giampaolo Pozzo, 74 anni, che domenica scorsa dopo il ko della sua Udinese a Frosinone ha detto: «Non caccio Colantuono solo perché non ho nessuno meglio tra le mani». Con il risultato di delegittimare il tecnico in carica per poi doverlo cambiare con una settimana di ritardo. Tutti presidenti che in passato hanno dato (e preso) tanto al mondo del calcio e che oggi credono di saperne più di chi siede in panchina. Tutti convinti di poter fare la formazione. L’esperienza accumulata negli anni è sicuramente un valore aggiunto, ma bisogna saperla sfruttare. Altrimenti diventa un boomerang. E la stagione di Palermo, Milan e Udinese sta lì a testimoniare come le invasioni di campo non sortiscono gli effetti sperati.

. @roccocoletti1

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