I problemi del Lanciano sono in avanti e fuori casa
I rossoneri hanno segnato meno di tutti e fatto meno punti lontano dal Biondi Di Cecco: il pari di Chiavari ci dà coraggio, la ruota prima o poi deve girare...
LANCIANO. Il bicchiere resta mezzo vuoto perché, con un penultimo posto in classifica e il peggior rendimento da quando la Virtus Lanciano è in B, è difficile vederlo mezzo pieno. L’unica cosa positiva che si può trovare nel punto strappato al Comunale di Chiavari è l’interruzione della serie negativa in trasferta.
I frentani erano infatti reduci da cinque sconfitte consecutive fuori casa e, numeri alla mano, quello che sta compromettendo il loro cammino sembra proprio il rendimento esterno. Del resto al Biondi la Virtus ha raggranellato sul campo 10 punti: una media di 1,67 a partita, che possono diventare 1,86 battendo sabato il Latina. A conti fatti, mantenendo questo passo, a maggio ci si ritroverà con un bottino di punti casalinghi tra 35 e 38.
Per evitare i play out si consiglia quota 50, ma può bastare anche 48: però, se non cambia il ruolino di marcia in trasferta, che finora è di due pareggi in 8 partite, quando si tireranno le somme nel sacco ci saranno tra 5 e 6 punti esterni, e aggiungendoli ai succitati potenziali punti casalinghi si ottiene una cifra che non basta neanche per i play out.
La lingua batte dove il dente duole, ma non può essere altrimenti: lontano dalle mura amiche i rossoneri sono la formazione che ha fatto meno punti, appena 2. Questo primato negativo, che viene condiviso con il Modena non è controbilanciato da un cammino casalingo eccezionale.
Il peso di trovare una soluzione per ora è tutto sulle spalle dell’allenatore Roberto D’Aversa: se è una questione di uomini, starà alla società metterci una pezza a gennaio; per ora può essere solo lui a inventarsi qualcosa per risolvere un problema che in fondo nasce da un altro primato negativo, e cioè quello dei gol realizzati.
La Virtus ne ha fatti appena 10, e ha perciò il reparto offensivo meno produttivo del torneo al pari della Pro Vercelli, anche se al club piemontese lo stesso numero di reti, escludendo la penalità dei frentani, ha fruttato 5 punti in più.
Ad ogni modo non serve un attacco stellare per conservare la categoria: nello scorso campionato di B il peggiore è stato quella della Ternana, finita a 51 punti: 36 gol per una media di 0,86 reti a partita, contro l’attuale media della Virtus che è 0,71.
C’è anche da dire che al momento le condizioni fisiche non aiutano: Nicola Ferrari è fermo da due partite e non si sa se rientra sabato; Guido Marilungo ha accusato il ritorno in campo a tempo quasi pieno dopo un anno di stop, e a Chiavari è rimasto ai box.
Nel frattempo l’onore e l’onere di buttare la palla dentro in Liguria è spettato a Domenico Di Cecco, al quale sarebbe piaciuto avere tutt’altro peso nell’economia della partita: «Avrei preferito che il gol l’avesse segnato un mio compagno ma che avessimo conquistato i tre punti», ha detto nel dopo gara, «questo pari muove la classifica, però non ci porta fuori dal momento che stiamo vivendo. Ci dà coraggio il fatto che siamo rimasti compatti e non abbiamo mollato, e non ci siamo risparmiati fino all’ultimo secondo: sono convinto che la ruota deve girare», ha concluso Di Cecco dedicando il gol «ai figli Luca e Diego e alla moglie».
«A noi serviva una vittoria», ha dichiarato invece Raffaele Pucino i allo Speciale Serie B di Sportitalia, «ma dobbiamo giocare con lo stesso atteggiamento che abbiamo in casa, dove siamo più padroni del gioco».
Andrea Rapino
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