I protagonisti del mondo dei dilettanti

Un piccolo angolo di Spagna è sbarcato a Spoltore. Il filo rosso che li lega è una pattuglia di tre giovani calciatori arrivati qui per un sogno. In estate il presidente del neopromosso Spoltore...
Un piccolo angolo di Spagna è sbarcato a Spoltore. Il filo rosso che li lega è una pattuglia di tre giovani calciatori arrivati qui per un sogno. In estate il presidente del neopromosso Spoltore Sabatino Pompa ha deciso di ingaggiare tre calciatori molto promettenti che si sposano con l'idea di calcio di Donato Ronci. Ogni domenica lo Spoltore esprime un calcio diverso da quello che si vede solitamente sui campi abruzzesi, fatto di tecnica, possesso palla e gioco a terra. Se a dirlo sono Mario Sanchez Berbil, Juan Francisco Morales Carrasco e David Vera Carillo c'è da crederci. Sanchez è una prima punta di Madrid che ad oggi ha messo a segno 13 reti in campionato (contando anche quella con la Torrese) e 2 in Coppa Italia. «Tramite il mio procuratore è nata quest'idea di venire a giocare in Italia. E' stata dura decidere, ma ad oggi sono contento. Con me è venuta la mia ragazza con cui convivo». Super Mario Sanchez, classe 1991, come lo chiamano nell'ambiente spoltorese ha militato sempre in Tercera Division spagnola (la nostra serie D), con le maglie di Real Aranjuez, Rayo Majadahonda, CDA Navalcarnero, Madridejos e Villaverde Boetticher. Sono tante le assonanze che ha trovato con l'idea calcistica di Donato Ronci: «Sicuramente il calcio italiano è più tattico e organizzato, mentre in Spagna è tutto sviluppato sulla tecnica. Qui però mi sono subito trovato bene perché il mister si basa sul gioco palla a terra, sin dalla rimessa del portiere, e sul possesso palla. Poi a differenza di quello che si dice, la cultura italiana è simile a quella spagnola. Mi trovo benissimo e mi piace molto, soprattutto la pasta di cui vado matto. Il sogno è quello di scalare le categorie e magari arrivare tra i professionisti, anche se alla mia età è un po’ difficile». Da Siviglia invece è arrivato Juan Francisco Morales Carrasco detto Paquito. E' l'incarnazione del classico calciatore estroso. Alto circa 1.70, baricentro basso, tecnica sopraffina e imprevedibilità. Sono queste le caratteristiche che hanno fatto innamorare mister Donato Ronci; nato come trequartista, a Spoltore spesso ricopre anche il ruolo di mezz'ala nel 4-3-3. «In Italia si pratica tutt'altro tipo di calcio, ma non ho trovato problemi. Sono arrivato in una squadra italiana che però ha la filosofia spagnola e quindi non ho avuto problemi ad ambientarmi. L'ambiente, i compagni è la società sono come una famiglia e mi fanno sentire come a casa. Vogliamo raggiungere un posto nei play off». Cresciuto nelle giovanili del Betis Siviglia, la squadra del cuore, è amico del laziale Luis Alberto, compagno di scuola a Siviglia.
Il più piccolo dei tre è il mediano classe 1998 David Vera Carillo direttamente da Murcia. «Mi piace il gioco che fa il nostro allenatore perché è simile a quello che si fa in Spagna. Il sogno è quello di arrivare più in alto possibile e quest'anno vogliamo provare a raggiungere i play off».
Riccardo Di Persio
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