I protagonisti del mondo dei dilettanti

7 Marzo 2018

Il rimpianto di aver detto no al Siena, l'esordio a 16 anni in C1 con la Valle del Giovenco, tre campionati vinti, due di Promozione e uno di Eccellenza, e 32 gol fatti nell'ultimo anno e mezzo in...

Il rimpianto di aver detto no al Siena, l'esordio a 16 anni in C1 con la Valle del Giovenco, tre campionati vinti, due di Promozione e uno di Eccellenza, e 32 gol fatti nell'ultimo anno e mezzo in neroverde. Giuseppe Catalli è il genio del Chieti. Estro, fantasia e talento: il trequartista marsicano è il classico numero dieci che tutti gli allenatori vorrebbero avere. Quando lo vedi giocare, in molti si chiedono cosa ci faccia uno come lui in Eccellenza. Il treno più importante della sua carriera, Catalli, l'ha perso a 16 anni. Dopo la trafila nel settore giovanile del Pescina, dove suo padre Giovanni era dirigente, arriva la chiamata del Siena. «Ti portiamo con noi agli Allievi Nazionali», gli dicono dalla società toscana che all'epoca faceva la serie A. Catalli parte e svolge tutta la preparazione estiva con le giovanili del Siena dal 25 luglio al 15 agosto. Poi torna a casa per trascorrere il ferragosto con la famiglia, ma decide di non ripartire più. «Avrei dovuto firmare subito dopo ferragosto, ma avevo troppa nostalgia di casa e della mia famiglia e rifiutai il trasferimento. Ero un ragazzino e non me la sono sentita di cambiare città, scuola e abitudini. Rifiutare il Siena è il più grande rimpianto della mia vita anche perché quell'anno gli Allievi Nazionali arrivarono alle final eight». Ad ostacolare i sogni di Catalli ci si è messa anche la sfortuna. A 16 anni Cappellacci lo fa esordire da mezzala in C1 con la Valle del Giovenco (a Potenza), facendolo entrare a venti minuti dalla fine al posto di Bettega jr. Sembra l'inizio di una grande carriera, ma l'anno dopo la società marsicana fallisce e Catalli riparte dal Pescara. Due anni tra Berretti e Primavera con i vari Martella, Perrotta, Berardocco, Lulli e Petrella, ma le cose non vanno bene. «A Pescara non mi sono trovato bene. Andai subito via e pensai anche di smettere di giocare». A 18 anni, il talento marsicano riparte dai dilettanti. Vince un campionato di Promozione con il Civitella Roveto, uno di Eccellenza con l'Avezzano e un altro di Promozione con il Chieti. In neroverde forma una coppia formidabile con Lalli: 87 gol in due in un anno e mezzo, tra campionato e coppa Italia. Fabio ne fa 55, lui 32. Catalli e Lalli fanno rima anche fuori dal campo. «Siamo grandi amici e questo ci aiuta anche in campo. Spero di giocarci insieme ancora per tanti anni perché è l'attaccante più forte con cui ho giocato». A Chieti ha trovato una seconda casa. «È la squadra dove mi sono trovato meglio. Qui mi vogliono bene e mi fanno sentire importante. In neroverde ho raggiunto la maturità calcistica e sogno di arrivare in D con questa maglia». Il treno diretto verso Siena l'ha perso tanti anni fa, ma stavolta Catalli vuole salire con il Chieti su quello che porta verso la serie D, una categoria che il numero dieci di Pescina non ha mai fatto e che adesso meriterebbe. (g.g.)
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