I resti del Lanciano ko a Montesilvano

9 Maggio 2022

I rossoneri si presentano in tredici. Antignani chiude la carriera da calciatore

MONTESILVANO. Le tante difficoltà in casa Lanciano e la voglia del Montesilvano di chiudere la stagione nel migliore dei modi: la giornata dello Speziale di Montesilvano si apre, ancora una volta, con le tante insidie – purtroppo fuori dal campo – per Bellè e i giocatori rossoneri, con i lancianesi che hanno dovuto attendere l'arrivo delle divise da gioco a ridosso del fischio d'inizio, oltre a una rosa ridotta a 14 elementi, di cui tre portieri. Fortunatamente il calendario ha terminato l'agonia del Lanciano.
Nonostante le difficoltà appena elencate, il Lanciano passa in vantaggio in apertura di contesa con Carella che sfrutta un'ottima incursione di Bocchio e da pochi passi appoggia in rete. La risposta del Montesilvano passa dall'asse Petito-Marrone ma Elezaj è super e, almeno nel primo tempo, blocca tutti i tentativi verdeoro, mentre Tassone viene espulso per eccessive proteste proprio a ridosso del 45'.
La ripresa è di tutt'altro tenore: al 25’ l'angolo di Marrone aziona il colpo di testa di Besim Maloku che batte Elezaj e fa 1-1. Subito dopo l'allenatore-giocatore Antignani – che dà l'addio al calcio giocato con gara – sigla il gol del 2-1 ma viene ravvisata una irregolarità e, dunque, si resta sull'1-1. Proprio quando i giochi sembravano chiusi e ci si avviava verso il segno X, all'88' Petito entra in area e con una carambola riesce ad infilare Elezaj per il definitivo 2-1. Record di punti per il Montesilvano, Lanciano che, adesso, spera in un cambio di proprietà per tornare a splendere.
«Avevo chiesto ai ragazzi una vittoria per chiudere al meglio la mia carriera da calciatore. Oggi appendo ufficialmente le scarpe al chiodo», ha dichiarato il tecnico del Montesilvano Davide Antignani, «la stagione è da incorniciare assolutamente. Spero di restare su questa panchina anche per la prossima stagione». Il ds lancianese, D'Orazio: «Devo complimentarmi con i pochi ragazzi che sono rimasti. Abbiamo attraccato la nave in porto. La città ha bisogno di rispetto».
Federico Di Fabio
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