I rossoneri mai così prolifici dal 1997

14 Ottobre 2014

Viaggiano a una media di due gol a partita, non accadeva dai tempi dell’Eccellenza

LANCIANO. 16 reti all'attivo nelle prime otto giornate di campionato per una media, tonda tonda, di due gol a partita.

Una novità quasi assoluta per la Virtus Lanciano, che non segnava con una simile frequenza da un bel po' di tempo. Precisamente dalla stagione 1997/1998, al termine della quale, aggiudicandosi il primo posto nel campionato regionale di Eccellenza conquistò, sotto la presidenza di Ezio Angelucci, la promozione in serie D, allora denominata Cnd. L'inizio di un'ascesa pressochè inarrestabile. Capace di portarla, a distanza di poco meno di 20 anni, addirittura in B: un gradino sotto la massima serie nazionale.

Eppure, a fronte di svariati campionati vinti (in serie D, C2 e C1), per trovare una squadra capace di rinverdire, dal punto di vista realizzativo, i fasti di quella che all'epoca sfidava la Renato Curi del futuro campione del mondo Fabio Grosso, si sono dovute attendere ben 18 stagioni: tante quante separano il Lanciano di Peppino Di Pasquale dall'attuale Virtus targata Roberto D'Aversa. Che subirà anche tanto (13 infatti le reti al passivo, ma domenica la porta di Nicolas Andrade è rimasta immacolata), ma ha il merito di andare a segno con altrettanta regolarità e, quel che più conta, di essere riuscita in una sola occasione (l'ormai famoso 1-5 interno patito per mano dell'attuale co-capolista Frosinone) a subire più gol di quelli realizzati.

Non a caso, del resto, quel match era e resta l'unico sin qui perso da Mammarella e soci, imbattuti da quattro turni, nel corso dei quali hanno collezionato due successi (nelle ultime due gare disputate) e altrettanti pareggi. Per un totale di otto punti, che sommati ai cinque ottenuti nelle prime tre giornate di campionato, portano ad un totale di 13, con relativo sesto posto in graduatoria, a 2 sole lunghezze di ritardo dalla vetta, al momento occupata da Frosinone ed Avellino. 16 reti all'attivo, si diceva, che fanno della formazione rossonera la più prolifica del girone, seguita a ruota, a quota 15, dal Pescara di Baroni, e a 12 dal Livorno di Gautieri: praticamente i due allenatori che hanno occupato la panchina rossonera nelle uniche due annate in precedenza giocate tra i cadetti...

Eppure, rispetto a quelle squadre, l'attuale segna molto di più, se si prende in considerazione lo stesso numero di gare disputate tra la prima e l'ottava giornata. Con un saldo attivo di 10 gol, nei confronti della Virtus del Gaucho, e di 6 rispetto a quella dell'attuale trainer biancazzurro, che pure, esattamente un anno fa, guidava in solitudine la graduatoria, con 18 punti all'attivo: 4 in più dei ragazzi di D'Aversa. Capaci comunque di far meglio anche di formazioni rimaste nella storia del calcio lancianese (sempre considerando solo i primi 8 turni), quali il Lanciano di Castori (sia quello dell'accoppiata campionato-scudetto dilettanti, centrata nel 1998/1999, che quello della promozione in serie C1, ottenuta a cavallo del 2000 e del 2001) o la Virtus di Carmine Gautieri, che nella stagione 2011/2012 ottenne l'ormai storica promozione in B. Nemmeno il Lanciano di Andrea Soncin, l'ultimo miglior realizzatore in rossonero (con 21 reti in 34 gare), ha saputo far meglio di Thiam and company, fermandosi a quota 13 gol.

Quanto poi al 4-0 rifilato, domenica scorsa, al malcapitato Vicenza, si tratta del successo in assoluto più ampio registrato da quando ci sono i Maio, sotto la cui gestione, oltre allo 0-3 ottenuto a Novara lo scorso anno, si annoverano un analogo 3-0 casalingo ai danni del Real Marcianise (il 19 ottobre 2008) ed il 5-2 colto sempre al Biondi, ma ai danni del Foggia, il 7 dicembre di quello stesso anno. L'ultimo 4-0 per i rossoneri risale al 5 marzo 2006, in occasione di un Lanciano-Massese di serie C1, mentre per trovare un'affermazione ancora più ampia, bisogna tornare indietro di quasi 15 anni: ovvero al 5-1 casalingo ottenuto, il 16 aprile del 2000, in occasione del derby giocato contro gli acerrimi rivali del Chieti.

Stefano De Cristofaro

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