I tifosi contro Iachini: «Iscrivi il Teramo e poi fatti da parte»

3 Agosto 2020

La reazione dopo la minaccia del patron di rinunciare  al calcio professionistico: «La città mi ha lasciato solo»

TERAMO. È rottura tra Franco Iachini e la tifoseria organizzata. È un comunicato del gruppo Sedici Gradoni della curva Est a sancire lo strappo definitivo tra la città e il presidente del Teramo, dopo che quest’ultimo, anche nelle ultime ore, ha ribadito di «non avere più stimoli» e di «non voler iscrivere la squadra in serie C» perché lasciato solo dalle istituzioni e dall’imprenditoria locale. Una presa di posizione, l’ennesima di Iachini, che ha mandato su tutte le furie i tifosi biancorossi, stufi di sentire gli sfoghi del presidente del Diavolo che in questa stagione ha investito cinque milioni di euro solo per la prima squadra e che ora, nonostante abbia ricevuto da poco la gestione dello stadio Bonolis, è intenzionato a mollare tutto dopo un anno dal suo insediamento. «Iscriva la squadra al campionato e poi si faccia definitivamente da parte lasciando in mani più capaci quello che in questo misero anno ha abbondantemente dimostrato di non saper meritare», è l’attacco frontale della tifoseria organizzata.
«Adesso il vaso è colmo. Non permetteremo a nessuno di giocare con la nostra passione, né di usare il nome del Teramo calcio 1913 come forma di ricatto volto ad ottenere un qualsivoglia tornaconto personale. Auspichiamo dalla città intera, assopita in un colpevole immobilismo generale, una presa di coscienza collettiva che possa portare al riscatto di una dignità troppo spesso calpestata da improbabili personaggi nel silenzio più totale. Pretendiamo che il signor Iachini garantisca gli impegni presi con un’intera collettività», si legge nella nota della tifoseria, «e si assuma le proprie responsabilità, garantendo l’iscrizione al prossimo campionato e la sacrosanta continuità al calcio teramano, e che poi si faccia definitivamente da parte».
Le prime crepe sul rapporto tra Iachini e la città erano emerse già nei mesi scorsi quando la società impose il lungo, ingiustificato silenzio stampa ai propri tesserati. La frattura si è acuita dopo le ultime dichiarazioni del presidente del Teramo, intervenuto ai microfoni di Rete8, dove ha rincarato la dose, minacciando di iscrivere la squadra nelle categorie dilettantistiche «perché deluso dalla politica e dalla imprenditoria».
«Non c’è solo Franco Iachini a portare avanti il club, ma ci dev’essere tutta la comunità teramana», ha detto il patron del Teramo. «Io la mia parte l’ho già fatta investendo tanti soldi, ma vedo che i miei appelli per sensibilizzare istituzioni e imprenditori locali restano inascoltati. Io ho pronta la fideiussione per l’iscrizione, ho pronti tutti i documenti, siamo pronti a ripartire perché questa è una società modello. Ma ho perso gli stimoli e la voglia di andare avanti», dice Iachini. «Non posso continuare da solo perché non posso mettere a rischio il patrimonio della mia famiglia. Se la situazione è questa, mi dispiace per i tifosi, ma vorrà dire che ripartiremo da categorie inferiori dove i costi sono minori».
Mercoledì è l’ultimo giorno utile per presentare l’iscrizione al campionato e salvare la categoria.
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