I tre giovani si presentano «Qui per salvare la Virtus»

Gli juventini Vitale e Udoh: c’è un bell’ambiente, lotteremo fino alla fine L’interista Bonazzoli: con me tanti ragazzi umili che lavorano al massimo
LANCIANO. È la voglia di giocare, di calpestare il manto verde, di mettersi in mostra ad accomunare Mattia Vitale, King Udoh, Federico Bonazzoli e Alessio Cragno, neo acquisti rossoneri. Quattro ragazzi che hanno accettato di buon grado di giocare a Lanciano e di essere, seppur giovanissimi, i giocatori su cui poggiano le speranze di salvezza della nuova Virtus. Quella che sta uscendo rivoluzionata dal mercato di gennaio.
Vitale, King e Bonazzoli, tutti classe 1997, sono arrivati già da alcuni giorni a Lanciano. Vitale e Bonazzoli hanno anche giocato. Cragno, classe 1994, ha invece svolto ieri il suo primo allenamento con un primato già in tasca: quello di essere il portiere più atteso della storia rossonera! Ben 7 mesi di tira e molla; il suo arrivo è stato quasi un parto. Ha già giocato due gare ed è in procinto di fare la terza sabato contro il Trapani, Mattia Vitale. Scuola Juve, arrivato in città con le migliori referenze di mister Allegri che lo ha portato in prima squadra, Vitale ha mostrato di avere le qualità per giocare in A. «Per ora penso al Lanciano», precisa il centrocampista che nell’aprile scorso, nella gara contro il Parma è diventato, a 17 anni, sei mesi e 11 giorni, il più giovane calciatore a debuttare con la maglia della Juventus, «e a raggiungere col Lanciano la salvezza. Gioco sia come mezzala che come play, dipende dal mister. Sono stato accolto bene, certo differenze con la Juve ci sono, ma sono qui per giocare, per crescere e contribuire alla salvezza. Lanciano è una buona piazza, lo hanno detto anche Buchel, Cerri». Anche King, talento della Primavera bianconera, ha voglia di giocare. «Sono un attaccante centrale, esterno se serve», precisa il calciatore nato a Reggio Emilia, «sono venuto a Lanciano per giocare ma soprattutto per crescere, allenamento dopo allenamento, in questa prima esperienza da professionista. Qui c’è un bell’ambiente», aggiunge King che con Vitale ha giocato 4 anni, «un gruppo unito che è la forza della squadra. Io come Thiam? Non credo, vedremo».
Arrivato come salvatore della patria, venerdì scorso, Federico Bonazzoli. Altro predestinato visto che ha esordito con l’Inter, in A, a 16 anni, 11 mesi e 27 giorni. «Sono un ragazzo come gli altri che ha voglia di giocare», si schernisce Bonazzoli, «sono qui perché ho bisogno di una società, una squadra che mi dia la possibilità di mettermi in gioco, mi dia fiducia come l’avevo nell’Inter. Sono stato accolto bene, c’è una società seria, ragazzi umili che lavorano sodo. Anche io mi alleno dando il 100%. Questa è una squadra che ha un’idea chiara di gioco. Ad Ascoli le 4-5 palle gol non sono arrivate per caso, c’è il gioco dietro. Sabato ci sarà il Trapani. Sarà una partita da affrontare come se fosse una finale. Dobbiamo scendere in campo e lottare perché dobbiamo salvarci».
Teresa Di Rocco
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