Iachini: il Teramo in B diventa un affare

26 Maggio 2019

«So poco di calcio ma in genere centro gli obiettivi. La differenza la fanno gli uomini, dovrò scegliere ds e tecnico vincenti» 

TERAMO. L’analisi delle carte societarie dev’essere ancora fatta, così come le verifiche fiscali. E, di conseguenza, il passaggio delle quote del Teramo da Luciano Campitelli a Franco Iachini non può già dirsi una realtà oggettiva, sancita nero su bianco. Sta di fatto, però, che dalla tarda serata di venerdì Campitelli parla come un ex («Lascio la società in ottime mani, Iachini è il numero uno e farà molto bene») e Iachini parla già da presidente. Una nota diffusa dal Teramo ieri mattina recita: «Nella tarda serata di ieri è stato raggiunto l’accordo economico per la cessione della totalità delle quote sociali afferenti al presidente del sodalizio biancorosso. Entro i primi giorni di giugno, il passaggio di consegne verrà ratificato presso uno studio notarile, mentre i dettagli dell’intesa saranno esposti in una successiva conferenza stampa».In attesa delle firme e dei dettagli l’imprenditore 55enne, teramano doc, che cedendo a una multinazionale la sua Infomobility – azienda specializzata in brevetti innovativi – ha incassato circa 100 milioni di euro, e ha cominciato a investirli in nuovi campi, ha risposto alle domande del Centro.
Iachini, possiamo dire che è fatta?
«I numeri li abbiamo visti, le spese da sostenere le abbiamo stabilite. Insomma, si è trovata la quadra. Credo che entro la prossima settimana faremo il passaggio delle quote».
Perché prende il cento per cento?
«Campitelli credo volesse cedere tutto, non ci ha provato neanche a farmi proposte tipo 50 e 50. E io sono uno che si avventura in un mondo nuovo e non ha tempo e voglia di stare a riferire ad un socio. Se sbaglio devo sbagliare da solo, almeno ora. Poi, se un domani ci sarà bisogno di altri soci, perché no?»
È vero che l’avvocato Fabrizio Acronzio, ex arbitro di C, è stato l’artefice del passaggio?
«Fabrizio è un caro amico e ha dato una mano. Confermo che il sindaco non c’entra, anche se mi ha già chiamato per ringraziarmi e farmi gli auguri».
Lei stesso dice di sapere molto poco del calcio. Perché prende il Teramo?
«Sì, so che sembra una follia e gli amici me l’hanno anche detto. Ma questa squadra, portata in serie B, può essere un business interessante. Ecco perché voglio la B nel più breve tempo possibile. E poi dovevo fare qualcosa per la città. Sapete che vorrei prendere la Teramo Ambiente. Lì ancora qualche chance c’è ma la vedo molto in salita. In ogni caso, se Teramo Ambiente andasse in porto non lascerei il Teramo».
Lei parla di B. Sa che è molto difficile andarci? Ultimo esempio: Berlusconi, i suoi milioni e il Monza... sono rimasti in C.
«Sì, è difficile, ma io in genere quando punto un obiettivo lo raggiungo. E poi non sono i milioni che fanno la differenza, ma gli uomini. Ovvero: dovremo scegliere direttore sportivo e allenatore vincenti. Se anche fortunati, meglio. È questa la priorità, certe scelte vanno fatte subito. I miei amici che conoscono il calcio mi aiuteranno».
Squadra da smantellare?
«No. In questa prima fase non si può cancellare tutto, la squadra si è salvata con dignità e non è da buttare. Una cosa è certa, voglio che il settore giovanile diventi una risorsa».
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