Iachini: serve la solidarietà della serie A

23 Aprile 2020

Il patron del Teramo: i big dovrebbero aiutare economicamente la C

TERAMO. Presente, passato e, soprattutto, il futuro della serie C. In attesa di capire che cosa faranno serie A e B, il consiglio direttivo della Lega Pro ha dato mandato al presidente Francesco Ghirelli di convocare la prossima assemblea lunedì 4 maggio, a ridosso del consiglio federale. Secondo quanto emerso verrà proposta la sospensione definitiva del campionato da richiedere alla Figc, il blocco delle retrocessioni, la promozione in serie B di quattro società (sicuramente le prime di ognuno dei tre gironi e un’altra forse per sorteggio) e il blocco dei ripescaggi dalla D alla C.
Ieri è tornato a parlare Franco Iachini, il presidente del Teramo, che è intervenuto a Eleven Sports. «Stiamo vivendo una situazione gravissima», ha detto il patron biancorosso. «In questo momento un proprietario di una società di calcio di serie C deve pensare innanzitutto alla propria azienda. Se non si trovano gli strumenti economici adeguati la C non è più sostenibile», spiega l’imprenditore teramano che l’anno scorso ha rilevato il club da Luciano Campitelli. «I calciatori non percepiscono stipendi, perché non viene svolta la prestazione e non c'è una negligenza da una delle due parti», ovvero da società e calciatore. «Lo Stato può e deve intervenire con la cassa integrazione e la Lega Pro si sta attivando in queste ore per far recepire questa norma nel prossimo decreto del Governo». Probabilmente, infatti, nel decreto di aprile verrà inserita la cassa integrazione per coloro che percepiscono meno di 50mila euro lordi l’anno. La crisi sta avendo un impatto grave sui club di C e la proposta di Iachini è innovativa: «Dobbiamo mutuare l'idea della Premier League: i calciatori di serie A devono contribuire con una quota parte alle mancanze dei mesi di stipendio dei calciatori di C. In Inghilterra sono state date 120 milioni di sterline alla terza serie». Sull’aspetto sportivo, qualora il campionato non dovesse ripartire, il patron del Diavolo è molto deciso. «Giusto far salire le prime tre dei giorni e sorteggiare la quarta promossa». C'è la possibilità di riprendere il torneo o i play off? «Se i costi, per quello che prevede il protocollo, sono sostenuti dalla Lega allora va bene, ma se devo farmi carico dei costi e della responsabilità penale verso i dipendenti, allora il discorso cambia. Io dovrei rinchiudere i calciatori e isolarli dal resto del mondo per tenerli immuni. Se poi contrae il virus giocando a calcio, perché un avversario dell'altra squadra era malato, vai poi dimostrarlo nelle aule dei tribunali. Dobbiamo pensare che questa è una guerra, durante una guerra non si può giocare a calcio: chi non lo capisce è uno stolto». Sul Teramo, poi, conclude. «Speravo nei play off, perché questa squadra avrebbe fatto paura a tante. Un voto alla stagione? Sette e mezzo. Siamo partiti da zero, con un gruppo rifondato e con una società che si affacciava per la prima volta in questo mondo. Abbiamo fatto tanto e con pochi aiuti».
(l.d.m.)