Iachini: «Teramo, troppe pressioni»

Serie C, sfogo dell’imprenditore che sta rilevando il club: stiamo studiando i bilanci, è inutile parlare di mercato e stadio
TERAMO . Agenore Maurizi e Sandro Federico restano alla finestra in attesa che la trattativa per il passaggio di proprietà del Teramo si chiuda. L'allenatore e il direttore sportivo, entrambi sotto contratto, non hanno avuto ancora approcci ufficiali con Franco Iachini, l'imprenditore che, salvo clamorose sorprese, rileverà a giorni da Luciano Campitelli il 100 per cento delle quote del club biancorosso. Del futuro di Maurizi e Federico, così come degli altri dirigenti e dei giocatori da confermare e da prendere, se ne parlerà più in là. Adesso la priorità è il closing e gli incontri tra le parti continuano senza sosta per consentire a tutti i tasselli della trattativa di andare al loro posto. Ieri pomeriggio c'è stata un'altra riunione, alla presenza del dg Emilio Capaldi, finalizzata sempre alla minuziosa analisi dei conti della società, con un occhio attento al bilancio e alla situazione debitoria. La giornata di ieri, tra l'altro, era iniziata in modo inaspettato per i tifosi biancorossi. Un post pubblicato da Iachini su Facebook, di prima mattina, ha messo un po' in allarme l'ambiente. Il 55enne imprenditore teramano ha alzato la voce via social, nel tentativo, probabilmente, di spegnere un po' i riflettori su una trattativa che cambierà il presente e il futuro del Teramo. «Voglio chiarire con decisione», ha scritto Iachini, «che finora i miei consulenti hanno preso in considerazione e stanno approfondendo soltanto l'aspetto relativo ai bilanci della società e ogni altro riferimento a mercato, organigrammi, investimenti in infrastrutture è completamente fuori luogo e prematuro. Sono abituato a lavorare per step e non ad essere tirato per la giacca da una o dall'altra parte. Non esiste nemmeno una data fissata per la firma davanti a un notaio, bensì un accordo di massima con Luciano Campitelli per definire l'evoluzione della trattativa. L'unica scadenza a me conosciuta è quella del 21 giugno, data entro la quale avrò preso una decisione, se le condizioni che mi sono state prospettate inizialmente verranno confermate. Se qualcuno avesse intenzione di far saltare la trattativa, ha scelto la strada giusta. Sono pronto a lasciare la trattativa prima ancora di iniziarla».
Uno sfogo, quello di Iachini, che può anche rientrare nel gioco delle parti di una negoziazione che, evidentemente, si sta rivelando più complessa del previsto dopo il principio di accordo raggiunto venerdì scorso. Gli incontri di queste ore, però, sono la conferma che si sta lavorando senza soste per arrivare alla firma dal notaio nei tempi prestabiliti, cioè entro l'inizio di giugno.
Gaetano Lombardino
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