Iacobucci, l’ultrà tra i pali: «Pescara, resterei a vita»

Il portiere biancazzurro si racconta: «Voglio chiudere la carriera nella mia città»
PESCARA. Smaltita la rabbia per il mezzo passo falso contro il Pontedera, il Pescara è tornato al lavoro in vista del match in trasferta di domenica prossima contro la Lucchese (inizio ore 14.30). C’è ottimismo per il recupero del centrale difensivo Mirko Drudi che ha svolto una parte di lavoro con il gruppo prima di seguire un percorso differenziato, ma ogni decisione è rimandata ai prossimi giorni. Chi ci sarà sicuramente e con una maglia da titolare è Gianmarco Ingrosso che ha scontato la squalifica. Ieri hanno lavorato a parte anche Ferrari e Veroli, ma le loro condizioni non preoccupano mentre Pompetti è stato fermato per un turno dal giudice sportivo. Al suo posto Diambo è favorito su Memushaj mentre Rauti scalpita per riprendersi la maglia da titolare. E oggi tornerà dalla nazionale anche il portiere Alessandro Sorrentino che lunedì scorso ha fatto l’esordio nel 5-0 rifilato all’under 20 della Norvegia. Il ballottaggio tra i pali. E cosa deciderà Auteri a Lucca? Fiducia a Sorrentino o spazio a Iacobucci? Il classe 2002 dovrebbe conservare il posto da titolare e ieri nel corso della trasmissione “A Cena con” in onda su Rete 8 sport (canale 75 del digitale) registrata presso Le Terrazzo all’Hotel Esplanade, Alessandro Iacobucci ha parlato del suo ruolo e ha raccontato tanti aneddoti. «Sorrentino titolare? Nessun problema, io sono qui per dare una mano. Qualunque cosa decida il mister a me va bene e sono molto contento di aiutare Alessandro. E sapete cosa vi dico? Se continua così può davvero fare carriera, ha delle grandi qualità e soprattutto ha una tranquillità e una serenità che difficilmente si vedono alla sua età». Iacobucci è pescarese doc ma ha abbracciato la squadra della sua città solo dopo l’infortunio di Di Gennaro contro l’Olbia. «La scorsa estate il direttore mi fece una telefonata ma non andammo oltre anche se ci speravo tanto. Poi, quando mi ha richiamato sono rimasto con i piedi ben incollati a terra vista l’esperienza estiva. Alla fine la firma è arrivata ed eccomi qui». Esordio da brividi allo stadio Adriatico domenica scorsa perché, pronti via, il Pontedera lo ha spaventato subito. «Ma è normale amministrazione per me. Sono pagato per quello e sono contento di essermi fatto trovare pronto. La mia parata più difficile? Quella con il piede nel secondo tempo». Iacobucci ha parlato anche di futuro e in cuor suo ha una speranza grande così. «Non ho mai discusso il rinnovo con la società perché c’è tempo. Se mi farebbe piacere giocare qui anche il prossimo anno? Io resterei fino a fine carriera, cosa volete che vi dica». Dopo la sua dichiarazione d’amore, Iacobucci torna indietro di tanti anni e racconta quando da bambino tifava biancazzurro. «Ero un ultras e andavo sempre in curva. Avere i miei tifosi e quella curva alle spalle è un’emozione unica. Ma poi quando fischia l’arbitro penso solo a fare bene». Iacobucci ha lasciato l’Abruzzo e la Renato Curi Angolana a 16 anni per andare a Mantova e iniziare una carriera niente male. Ma il suo primo approccio con il calcio è stato senza guanti e maglia numero uno. «A Spoltore facevo il centrocampista. Ma avevo poca voglia di correre. Quindi iniziai a parare. Un anno indimenticabile? La vittoria del campionato di B con il mio esordio a Bergamo contro l’Albinoleffe. Era il Siena di Conte e davanti a me avevo Coppola e Farelli. Il mister? Aveva un carisma unico. Mi ha insegnato tanto». Prima di salutarci, Iacobucci dà uno sguardo ai play off. «Possiamo e dobbiamo dire la nostra. Favoriti? Chi tra Modena e Raggiana farà secondo avrà tante possibilità. Ma occhio al Catanzaro». Tra un sogno, quello di finire a Pescara la carriera, e la speranza di tornare in B, Iacobucci ci saluta e torna a fare l’angelo custode di Sorrentino. Ma se dovesse servire lui c’è e lo ha già dimostrato.
Enrico Giancarli

