Iacobucci, un pescarese sulla strada di Oddo

26 Aprile 2016

L’estremo difensore protagonista anche a Latina: «Giochiamo divertendoci Andavo con gli amici in curva Nord, ma mai avuto una chance in biancazzurro»

PESCARA. Con almeno quattro interventi decisivi, due giorni fa ha permesso all'Entella di espugnare il campo del Latina. Alessandro Iacobucci è stato il grande protagonista dell'ultima sfida dei liguri che navigano in piena zona play off. Sabato il portierone, pescarese purosangue, dovrà sostenere un altro esame importante contro la squadra della sua città, dove tornerà tra poche settimane per godersi le vacanze.

Iacobucci, l'Entella crede davvero alla serie A?

«Viviamo con tranquillità questa situazione. Abbiamo ottenuto con anticipo il primo obiettivo stagionale che era la salvezza, mentre ora ci stiamo divertendo. Chiaramente, ci giocheremo le nostre chance, ma dobbiamo rimanere con i piedi per terra».

Che Pescara si aspetta?

«Un avversario duro che ha una rosa molto attrezzata. Personalmente vorrei riscattarmi dopo il match di andata vinto dai biancazzurri (2-0 e un piccolo errore sul raddoppio di Lapadula, ndc)».

A proposito della capocannoniere della B. È sorpreso dal suo exploit?

«Forse non a questi livelli. Sapevo che era forte perché lo ha dimostrato l'anno scorso, tuttavia, passare dai 21 gol in Lega Pro ai 24 in serie B a 4 giornate dalla fine, mi sembra una cosa incredibile. Lapadula è un ottimo attaccante, ma il Pescara ha tanti calciatori di spessore. Per fortuna non ci sarà Verre che a me piace molto per la sua duttilità».

Dodici risultati utili di fila nel girone di andata, undici in quello di ritorno. Come si spiega un cammino così?

«Nel match di andata proprio a Pescara finì la nostra serie positiva. A dire il vero, il nostro inizio di stagione è stato disastroso (0 punti in 4 gare, ndc), poi il gruppo si è cementato. Nello spogliatoio si è creato un forte affiatamento che ci ha spinto in alto».

L'anno scorso ha debuttato in A con il Parma, ma alla fine il club è fallito. Come mai ha scelto l'Entella?

«Perché qui ho trovato una società che ha creduto in me. Chiavari è una piccola città dove vivo benissimo con mia moglie Giulia (pescarese anche lei, ndc) e nostra figlia Rachele che ha sedici mesi. Diventare padre è stata l'emozione più grande della mia vita e il suo arrivo mi ha fatto maturare. Poi qui ho trovato un gruppo splendido ed è per questo che non ci poniamo limiti».

Perché non ha mai indossato la maglia del Pescara?

«Non c'è stata l'opportunità. Dopo aver svolto il settore giovanile nella Renato Curi, sono passato al Mantova. Mi sarebbe piaciuto vestire i colori biancazzurri, dal momento che sono cresciuto insieme ai miei amici in curva Nord».

Qual è il segreto dell'Entella?

«Ripeto, c'è un gruppo fantastico e una società ambiziosa. Abbiamo buoni giocatori. A parte Caputo, che per la B è un lusso, tra i giovani dico Keita».

Chi vede favorito nella corsa alla serie A?

«Impossibile dirlo perché i play off sono una lotteria, anche se lo Spezia è l'avversario che mi ha colpito di più. Ha una rosa completa, mentre noi siamo una squadra di lavoratori».

Come finirà Pescara-Entella?

«Non sono bravo nei pronostici, però posso assicurarvi che proveremo a vincere».

Sorpreso dalla cavalcata del Crotone?

«No, perché ha dimostrato di essere superiore alle altre, come peraltro era accaduto al Carpi nella passata stagione».

In B c'è un portiere che stima?

«Ce ne sono tanti. Dico Fiorillo del Pescara e Chichizola dello Spezia. Il primo l'ho conosciuto quando sono andato in prova per un periodo alla Sampdoria. Oltre ad essere un ottimo portiere, Vincenzo è un bravissimo ragazzo, mentre Chichizola ha avuto un rendimento elevato».

All'Adriatico, a vederla, c'erano tanti parenti e amici. Sabato chi verrà?

«I miei genitori, Monica e Carmine, che vivono a Pescara (in viale Bovio, ndc). Quando possono vengono a vedere le mie partite. All'andata abbiamo perso, ma ora voglio la rivincita».

Giovanni Tontodonati

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