Iannascoli: «Baroni mi fa pensare a Conte»

L’amministratore delegato a 360 gradi: non è una scelta di ripiego e puntiamo ai play off
PESCARA. Negli ultimi giorni ha preferito rimanere dietro le quinte, ma ha lavorato a fari spenti con il presidente Sebastiani al nuovo Pescara 2014-2015. L’amministratore delegato Danilo Iannascoli in questa intervista spiega perché il Delfino ha scelto Marco Baroni e quale progetto è pronto a mettere in cantiere.
Danilo Iannascoli, perché avete scelto Marco Baroni?
«Al primo incontro con la società ha subito mostrato grande voglia di lavorare e di rimettersi in gioco. Pensate, non ha voluto parlare nemmeno dell'aspetto economico».
Certo, ma dopo aver inseguito Zeman, incontrato Giampaolo, Pillon e tanti altri, non le sembra che quella di Baroni possa essere etichettata come "seconda scelta" o "low cost"?
«Assolutamente no. Baroni non è una seconda scelta e non è stato preso per un questione economica. A tutti gli allenatori incontrati abbiamo proposto lo stesso ingaggio che percepirà Baroni. Anche con Giampaolo la stessa cosa. Noi potevamo prendere anche lui, ma non ha accettato la nostra proposta, come giusto che sia, perché ognuno è libero di fare e pensare ciò che vuole, e siamo andati su Baroni, che in società stavano seguendo da tempo. L'allenatore costerà al Pescara circa 300mila euro (lordi) e non credo che sia poco».
Baroni è stato scelto direttamente dalla proprietà e non da Repetto e Pavone...
«Altra cosa non vera. È stata una scelta condivisa, stesso discorso per Giampaolo e tutti gli altri che abbiamo contattato».
Del nuovo allenatore cosa le piace?
«È un tecnico ambizioso, ha voglia di lavorare, cura in modo maniacale la preparazione atletica della squadra ed è una persona che trasmette grande sicurezza»
A chi assomiglia?
«A me, dopo la gara con il Lanciano in campionato, ha fatto pensare a Serse Cosmi per il grande carattere che mostra in panchina, ma parlandoci mi sembra molto simile ad Antonio Conte. Insomma un mix tra due grandi allenatori. È una persona seria, che ama il suo lavoro e ha idee molto innovative».
Quali sono state le vostre richieste e gli obiettivi prefissati?
«Ci piacerebbe arrivare ai play off, cercando di valorizzare i giovani e di giocare un calcio offensivo. Baroni difensivista? Non credo, anzi, sono sicuro che gli allestiremo una squadra più propensa all'attacco che alla difesa»
Sowe, Da Silva e Boldor, tre acquisti che insieme non superano i 60 anni.
«Si, ma fidatevi che non sarà un Pescara, passatemi il termine, composto da "ragazzini". Ci saranno 7-8 giovani di valore e un buon gruppo di giocatori esperti».
Il budget a disposizione?
«Sui 7 milioni, compresa la gestione».
Sarà dura contenere i costi, non crede?
«L'obiettivo è quello di abbattere i costi. Cercheremo di alleggerire il monte-ingaggi provando a sistemare i giocatori che hanno i contratti più onerosi».
Capitolo abbonamenti, a che punto vi trovate con la nuova campagna promozionale?
«Giovedì pomeriggio sveleremo tutti i dettagli nel corso di una conferenza stampa, poi, dal 10 luglio, si potranno sottoscrivere le nuove tessere».
Può anticiparci qualcosa?
«Lo slogan scelto è: "L'unica fede dal 1936". Ci saranno delle promozioni e degli sconti per chi è nostro abbonato da almeno due anni».
Altre novità in vista?
«La nuova maglia ufficiale. Sarà bianca e azzurra come quella degli anni 80, con cinque strisce verticali». (l.d.m.)
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