Iannascoli, ecco l’offerta ma a Sebastiani non piace

L’ex ad per il 70% propone sei milioni adesso o tre in caso di retrocessione
PESCARA. L’offerta per l’acquisto della società è arrivata, ma le possibilità di trovare un’intesa sono poche. Per non dire inesistenti. Almeno secondo quanto è emerso nella giornata di ieri. Danilo Iannascoli, l’ex amministratore delegato e attuale socio al 27% del Pescara ha inviato al presidente biancazzurro Daniele Sebastiani una proposta per rilevare il 70% del pacchetto azionario (circa il 50% di Sebastiani e un altro 20% di proprietà degli altri soci legati al presidente). In mattinata l’ex ad aveva confermato tutto senza però rivelare i dettagli. «Ho fatto un'offerta a Sebastiani», queste le parole di Iannascoli, «ma non posso aggiungere altro. Ora tocca al presidente rispondere».
In realtà Iannascoli ha presentato due offerte calibrandole in base al campionato in cui parteciperà il Pescara. La prima, in caso di retrocessione in serie B, è pari a tre milioni di euro con alcuni bonus che potrebbero far lievitare la cifra fino ad un massimo di sei milioni. In pratica ai tre iniziali andrebbero aggiunti 1,5 milioni in caso di ritorno in serie A del Delfino nella stagione 2017-18 e altri 1,5 in caso di conquista della salvezza nella massima categoria nel torneo 2018-19.
La seconda proposta è di sei milioni di euro se Sebastiani vendesse subito, visto che il Pescara è ancora in serie A, più altri due bonus da 1,5 milioni ciascuno nelle stagioni successive (2017-2018 e 2018-2019) qualora i biancazzurri dovessero restare in A. Oltre al versamento di tali cifre Iannascoli si impegnerebbe a far fronte alle posizioni debitorie del club fino ad un massimo di dieci milioni di euro. Entro questa cifra, l’ex ad risponderebbe personalmente, ma le eventuali pendenze eccedenti non sarebbero a suo carico. Insomma, Iannascoli fa sul serio, però Sebastiani non sembra disposto a cedergli il passo. Nel pomeriggio, infatti, il presidente ha affermato: «Ho ricevuto l’offerta e ringrazio Danilo per averla formulata. A breve renderò nota la risposta tramite i miei consulenti. Aggiungo che, se in futuro mi verrà presentata una proposta congrua, sarà mia premura contattare Iannascoli anche se il nostro statuto non lo prevede. Ho sempre detto che a parità di offerta la precedenza andrà a Danilo. Per ora non posso dire altro».
In realtà le parole del presidente sono chiarissime ed escludono la possibilità di chiudere la trattativa. In pratica, Sebastiani ha lasciato intendere che l’offerta non è congrua riservando però a Iannascoli l’opportunità di tornare in corsa in futuro, nel caso in cui dovesse ricevere una proposta adeguata.
Come spiegato nei giorni scorsi, da quando il Pescara è stato trasformato da società a responsabilità limitata (Srl) a società per azioni (Spa) sono state effettuate alcune variazioni nello statuto. Nel nuovo regolamento non è più previsto il diritto di prelazione sulle azioni messe in vendita da un socio. Ora la cessione può essere portata a termine rispettando semplicemente l’indicazione prevista dallo statuto che parla di “indice di gradimento del consiglio di amministrazione”.
Inoltre, nel momento in cui il Delfino è diventato una Spa ai soci non è consentito di conoscere tutti i numeri. Per questo motivo Iannascoli aveva richiesto una “due diligence”, proprio per verificare i documenti contabili nella loro interezza. Il presidente del Pescara calcio a 5 è infatti fuori dal consiglio di amministrazione da circa un anno e mezzo. Da quel momento in poi non ha avuto più accesso alla documentazione.
A questo punto non resta che attendere l’ufficialità del rifiuto, un passaggio forse superfluo di questa trattativa. La sensazione è che il club biancazzurro resterà saldamente nelle mani di Sebastiani, sempre più proiettato a continuare l’avventura al timone della società. A meno che Iannascoli non deciderà di rilanciare...
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