Iannone cade, maledetta curva 17

Il pilota Ducati: possiamo giocarcela con gli avversari, ci riproveremo
L’idea meravigliosa di un fantastico salto dall’ottava piazza in griglia al podio per Andrea Iannone svanisce nel grigio della campagna inglese nel terriccio della via di fuga della curva 17, la penultima della pista di Silverstone, al giro 13 di uno spettacolare Gp d’Inghilterra. Un fine settimana iniziato tra mille dubbi su gomme e assetto a causa dei soliti capricci del meteo ma che pareva indirizzato a un lieto fine grazie al buon lavoro di messa a punto tra prove e warm up, purtroppo chiuso dunque nel peggiore dei modi per il “Maniaco" vastese. Una scivolata forse dovuta a un eccesso di fiducia in una gomma che cominciava ad accusare qualche problema di tenuta, che cancella quella che poteva essere realmente un’impresa fantastica, perché fino a una curva prima Iannone pareva tranquillamente in grado di tenere a bada sia Marquez che Rossi, con i quali ha dato vita a una spettacolare serie di sorpassi e controsorpassi tra il decimo e il tredicesimo giro. Brutto finale per una gara che era iniziata benissimo, con un balzo di tre posizioni allo start e poi gestita con intelligenza. Saggezza che pareva premiata al giro di boa della corsa, quando Iannone aveva deciso di rompere gli indugi. Una rimonta poderosa, a tratti apparsa incontenibile anche per piloti di eccezionale livello, come Valentino e il talentuoso spagnolo. E infatti qualcuno al box magari sognava per gli ultimi giri una bella bagarre con Vinales e quella portentosa Suzuki che l’anno prossimo sarà la sua moto, una bagarre che poteva regalare il pretesto per poter fare finalmente quella grande festa in piazza nella sua Vasto, pensata dopo la prima vittoria e saltata per le tristi vicende di Amatrice. Ma nel box di Iannone non è abitudine piangersi addosso: «Peccato, è stato davvero divertente, e per come si erano messe le cose si poteva fare davvero bene. Ma la stagione non è finita, la moto si è confermata molto competitiva, possiamo giocarcela con i nostri avversari. Ci riproveremo, questo è certo».
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