Iannone, finale amaro e 14° posto

11 Marzo 2019

Il vastese con la sua nuova Aprilia deve ancora trovare il giusto assetto

Gara grigia, finale amaro, con sorpasso di Lorenzo sul filo di lana che lo condanna al 14° posto e scivolata a dir poco sorprendente nel giro di rientro. Certo, 2 punticini mondiali non sono da buttare per le scuderie di seconda fila come la Aprilia, ma il mondiale 2019 per Andrea Iannone non inizia certo all'insegna dell'ottimismo. Forse, guardando il piazzamento e la condotta di gara del compagno di scuderia, Aleix Espargarò (circa 5” meglio e quattro posizioni), prendendo confidenza col nuovo mezzo ci sono margini per fare qualcosina meglio, però il Qatar ha detto chiaro che quest'anno per “Maniac” sarà tutto in salita. Dura salita. E probabilmente ripensando al modo in cui si è arrivato al divorzio, vedere la “sua” vecchia Suzuki battagliare addirittura per il podio con entrambi i piloti, evidentemente non fa benissimo al morale. Non che passando al team Aprilia Iannone non avesse messo in conto una fase di necessario rodaggio. Emblematiche alcune sue parole alla vigilia. «Sarà dura, ma stiamo lavorando per capire i nostri punti deboli e migliorarli. Certo è singolare eppure andiamo meglio dopo una decina di giri che all'inizio», aveva spiegato il pilota vastese dopo le qualifiche, «insomma, mi trovo meglio a girare con le gomme usate che quando monto le nuove». In gara però le cose non sono migliorate molto alla distanza. Anzi. Almeno per lui, infatti, le cose non sono migliorate granché. L'obiettivo massimo che si erano dati in Aprilia era il 10° posto, ma mentre il compagno di scuderia è riuscito in qualche modo ad arraffarlo, per Iannone la gara è stata un noioso balletto tra la 12ª e la 14ª, comunque in risalita rispetto alle qualifiche ma ancora troppo poco per uno come Iannone. Vero che la beffa all'arrivo con Lorenzo è tutta nella differenza di motore tra Aprilia e Honda, però le volate che piacciono al vastese sono ben altre. E si può star tranquilli che qualcosa si inventerà per uscire dalla coda del gruppo, magari già fra 15 giorni in Argentina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA