Iannone: grande stagione mi manca solo il podio

26 Giugno 2014

MotoGp, il pilota vastese sarà tra i protagonisti sabato ad Assen (in Olanda) «Penso a migliorarmi. Il futuro? Aspetto, per fortuna posso scegliere»

PESCARA. Al Mugello, circuito di motore, il sogno del podio è apparso quanto mai concreto; a Barcellona un piccolo, prevedibile, passo indietro, ma nel paddok del circus motoGp il salto di qualità della Ducati formula open è ormai considerato acquisito. Per una volta, però, è proprio Andrea Iannone che frena gli entusiasmi. «Stiamo migliorando sì, ma lentamente. Honda e Yamaha sono ancora di un altro livello, anche se su alcuni circuiti, come al Mugello, siamo stati davvero vicini».

Siamo sinceri, in Toscana il podio è stato qualcosa di più che un pensierino?

«Fare alcuni giri davanti a tutti sul circuito che considero di casa è stato fantastico; a fine gara mi hanno detto che a ogni sorpasso il pubblico esultava. Questo mi riempie d'orgoglio, ma sapevo che non potevamo tenere testa a Honda e Yamaha fino in fondo. Senza contare che alla fine avevamo anche problemi di gomme. Però, siamo soddisfatti, il gap è ancora importante ma la direzione del lavoro è quella giusta».

Peccato che Assen, dove si correrà sabato, non sembra la pista giusta.

«Dal punto di vista tecnico, la pista olandese non è l'ideale per la nostra moto, ma a me piace molto. Ci ho già vinto. Vedremo, siamo abituati a correre in salita».

Il pilota vastese ha raggiunto martedì mattina la città olandese, dopo qualche giorno di realx al sole con gli amici. Un week end inusuale quello che si è aperto di fatto ieri pomeriggio con le conferenze stampa di piloti e team manager. Il gp d'Olanda (come Montecarlo in Formula 1) è l'unico che non si è adeguato ai cambi di abitudini chiesti da sponsor e pay tv, mantenendo il suo storico programma, che vuole come da secolare tradizione il sabato pomeriggio dedicato allo svago e allo sport e non turba la sacralità del riposo domenicale.

Il tortuoso e suggestivo circuito del nord dei Paesi Bassi sembra fatto a posta per mettere a dura prova le moto di Borgo Panigale, da anni ormai decisamente in sofferenza quando c'è da curvare velocemente. Dopo le ultime incoraggianti esibizioni, con distacchi medi da Honda e Yamaha più che dimezzati, si prevede dunque una corsa perlomeno difficile per le rosse. «L'anno scorso in effetti abbiamo sofferto parecchio il tracciato e certamente le caratteristiche della nostra moto non sono così diverse da autorizzare chissà quali ottimismi, ma non per questo andremo al via rassegnati a fare da comparse. Abbiamo due giornate di prove per mettere a posto la moto e cercheremo di sfruttarle al massimo. Poi, in gara, come al solito daremo tutto».

Quello olandese è il penultimo appuntamento prima della pausa di metà stagione. Dopo il Gp di Germania al Sachsenring, il 13 luglio, motori spenti per un mese esatto. Una bozza di bilancio si può quindi azzardare. Com'è andata, vista da Iannone?

«Non mi lamento più di tanto, sapevamo in partenza che la distanza dalle giapponesi non sarebbe stata facilmente colmabile. Il programma Dall'Igna (il nuovo responsabile corse Ducati, ndr) ha bisogno di almeno una stagione per dare risultati. Ne eravamo consapevoli fin dall'inizio, quindi prendiamo tutto il buono che arriva sapendo che la strada è ancora lunga».

Nonostante tutto, giornate importanti non sono mancate. «Sì, perché è nello spirito del team cercare di ottenere sempre il massimo. Devo ringraziare tutti i ragazzi del box perché hanno sempre dato il massimo per mettere la moto a punto. Basta guardare i tempi sul giro per averne conferma. Non c'è circuito dove non siamo migliorati».

Motivo in più per non abbandonare il sogno inconfessabile di salire sul podio prima della fine dell'anno. «A inizio stagione ho detto che c'erano le condizioni per fare meglio ma in realtà un traguardo possibile era quello di stare alla pari con le migliori Ducati, con Dovizioso in particolare, che rappresenta un po' il riferimento di tutta la scuderia».

Missione compiuta, si può dire, dal momento che col “Dovi” ormai si corre alla pari e non di rado davanti.

Di qui, anche sulla base di un paio di prove addirittura sui tempi di Marquez e Lorenzo, l'innalzamento del traguardo, il sogno podio. Destinato a restare irrealizzabile? «Per me non sono mai esistiti traguardi irragiungibili, certo abbiamo avuto alcune occasioni e purtroppo le abbiamo mancate. Ma io non mi pongo mai limiti. Per me, ogni settimana è buona per fare meglio. Mi accontento solo al traguardo, se ho la convinzione di aver fatto il possibile. Il podio resta un traguardo cui puntare, ma in questo momento non so quando, se e dove potrebbe essere più facile raggiungerlo».

Podio a parte, a fine anno ci sarà da decidere sul futuro. Nel circus sono tutti d'accordo che Iannone ormai merita di giocarsi le sue chance al più alto livello, un trattamento da prima guida. Ancora in Ducati? «Non lo so ancora. Gli attestati di stima fanno piacere, vuol dire che in questi anni abbiamo fatto un buon lavoro, che c'è chi ha fiducia nelle mie qualità. Ma non ho ancora deciso nulla. Per fortuna ho diverse possibilità», conclude il pilota vastese, confermando indirettamente l'interesse verso di lui di alcune scuderie della galassia Honda, «voglio esaminarle attentamente e decidere con calma».

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