Iannone leone ferito: ma quando vedo Marquez passa tutto

MotoGp, il pilota vastese in pista con una microfrattura «Al Mugello darò il massimo, è importante per la Ducati»
PESCARA. Al Mugello come un leone ferito. All'appuntamento più atteso della stagione, sulla pista che lo esalta come poche, anzi nessun'altra, con una Ducati Gp15 ormai quasi a livello delle migliori giapponesi, ma col pesante fardello di una microfrattura alla spalla, una piccolissima scheggia di osso omerale che continua a lacerare le fibre muscolari, scoperta a poche ore dai primi giri di prova.
Sarà un altro Gp ad handicap per Andrea Iannone quello di domani, sui saliscendi delle colline toscane, per colpa dei postumi di quella scivolata durante le prove libere di due settimane fa proprio sul tracciato toscano. La presenza in pista non è mai stata in discussione, ma il rendimento non potrà essere al massimo, anche se complessivamente l'infortunio dovrebbe essere meno invalidante delle quasi insopportabili fitte di Le Mans, che nonostante ripetute infiltrazioni di antidolorifici lo avevano obbligato a rallentare vistosamente per diversi giri per poter arrivare al traguardo (anche se pareva essersene dimenticato nei quattro giri del gran duello con Marquez).
«Sicuramente correrò ma difficilmente sarò al 100% delle condizioni fisiche», ha detto all'arrivo al Mugello, «Da un paio di giorni avevo smesso di prendere gli antidolorifici e ieri (mercoledì. ndr ) sono stato sottoposto ad una risonanza magnetica. Purtroppo mi hanno trovato una microfrattura alla testa dell’omero, e sinceramente è stata una brutta sorpresa. L’edema mi provoca ancora molto dolore e sto continuando a fare terapia laser per cercare di farlo assorbire prima possibile. Comunque stringerò i denti come ho fatto a Le Mans, perché è troppo importante per me e per Ducati fare una bella gara davanti al pubblico del Mugello». Una brutta tegola davvero.
E dire che tutto sembrava andare per il meglio, dopo alcune notti insonni domenica Iannone si era concesso anche un blitz a Montecarlo a seguire il gp di F1. Cercando di sdrammatizzare un po' la situazione, il manager del pilota vastese, Carlo Pernat, scommette sull'effetto Marquez come miglior “anestetico”. «Un altro al suo posto magari avrebbe deciso di riposare ma Andrea se sta in piedi sta in moto. E poi sono certo che, appena vedrà nei paraggi la “mosca” spagnola dimenticherà tutto e ci regalerà un altro show come a Le Mans».
In effetti Iannone non fa mistero di sentire molto la rivalità col campione del mondo, che si trascina dai tempi della Moto2. «Marquez? Con lui il conto è sempre aperto», ripete quasi divertito all'arrivo in pista, «credo che nei prossimi anni saremo sempre io contro lui». Una frase che la dice lunga anche sulle certezze acquisite dal “maniaco” di Vasto in queste prime settimane del mondiale 2015.
Certezze indubbiamente legate allo sviluppo della moto che già nei primi giri ha confermato performances da pole, terzo dietro a Dovizioso e Lorenzo nelle libere 1 (si parlava di 1'47'' nei test privati con gomme non nuovissime. Ndr) ma anche a una gestione di gara che migliora a vista d'occhio sia sotto il profilo tecnico che su quello strategico. Certo la concorrenza è agguerrita ma per Iannone è proprio questo il vero stimolo: «Quest’anno il livello del mondiale è altissimo», ha detto parlando delle prospettive stagionali, «per filosofia di vita ho aspettative altissime, ma adesso devo stare tranquillo, pensando alla spalla. Una battuta sugli altri grandi protagonisti: «Dovizioso? E' diverso da me ma andiamo d’accordo. Rossi? Impressionante, non si stanca mai. Lorenzo? Se parte bene è difficile da prendere».
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