Iannone: ora il podio per me non è più un sogno

29 Agosto 2014

MotoGp, il pilota vastese atteso alle prove in Inghilterra è l’uomo copertina «Il gossip? Mi diverte, ma non mi distraggo. Le “ombrelline” portano sfortuna»

Andrea Iannone inizia la seconda campagna d'Inghilterra in MotoGp circondato da attenzioni, curiosità e interesse perfino superiori alle più rosee aspettative. Del resto nel giro di poche settimane tantissime cose sono cambiate, nettamente in meglio, rispetto alla scorsa primavera. Dal contratto che lo legherà anche per i prossimi anni alla Ducati, ma da pilota ufficiale, prima guida, alla moto stessa, certamente molto più competitiva dopo le prime innovazioni della gestione Dall'Igna. Così il sogno podio di inizio stagione è diventato qualcosa di molto più concreto della guasconata di un giovane ambizioso non meno che bravo. I duelli, ruvidi, spettacolari, da brividi con Dovizioso e Rossi, Pedrosa e perfino Marquez, sono diventati più frequenti e dagli esiti non più scontati (almeno finchè gomme e meccanica lo consentono).

«Stiamo andando meglio, raccogliamo i primi frutti del grande lavoro fatto dal team con la gestione Dall'Igna», dice il pilota vastese Andrea Iannone, sempre più stella nascente della MotoGp, ora inseguito da rotocalchi e periodici di gossip, giornali sportivi e riviste specializzate, «naturale che cresca anche il morale, l'entusiasmo. Personalmente sto bene, lavoro sodo e naturalmente punto ogni volta al meglio. Il podio? Se verrà sarò felice, ce lo saremo meritato, ma non è che poi mi accontento... Io corro per vincere, lo facevo nelle minimoto figuriamoci ora». Da molti ormai indicato come potenziale erede di Rossi (mezzi meccanici permettendo) anche se per stile e condotta di gara tanti lo associano all'indimenticabile Simoncelli. Lui, grande amico di Valentino e ammiratore del Sic, evita di farsi coinvolgere e punta l'attenzione sul futuro.

Anche domenica, in Inghilterra. Così, non perde occasione per ricordare che «in Moto2 me la sono vista spesso con Marquez e, con mezzi di potenzialità simili, gli sono arrivato spesso davanti». Inevitabile, come per tanti piloti, divagazioni su relazioni vere, verosimili o del tutto virtuali con qualche star delle passerelle, piccolo o grande schermo. Così anche Iannone, suo malgrado ma non senza evidente divertimento, dopo che in giro si è saputo della fine di un rapporto storico, basta una battuta sulle donne («come va? Benissimo, le adoro») e una in particolare su Belen («bella, perfetta, quasi quanto la mia moto») per irrompere da protagonista su prime pagine pochi mesi fa quasi fuori target. E questo nonostante confermi le sue idee, per esempio, sulle “ombrelline”, che scortano i piloti in griglia («portano sfortuna», ricorda il pilota vastese, «la volta che me l'hanno imposto si è rotto il motore dopo sette giri»).

«Sedermi? Come faccio, sono affamato di vittorie, quello che ho fatto è importante ma non può bastarmi, la strada è ancora lunga», dice avviandosi alle libere del Gp d'Inghilterra. «Abbiamo una moto molto migliorata ma non a livello delle giapponesi, per questo in prova dobbiamo dare il massimo, cercare di guadagnare qualche decimo». Lo scorso anno (11° a un minuto da Lorenzo) la Desmosedici della Pramac era inguidabile sulla pista inglese, far meglio non sarà difficile ma a Iannone non basterà. «Nessun obiettivo minimo vogliamo arrivare il più avanti possibile».