Iannone ottimista: «La Ducati può e deve fare meglio»

18 Agosto 2015

Il pilota vastese è quarto nella classifica mondiale: «Ho dato il massimo, ma nei rettilinei perdevo tanto»

Umori contrastanti nel team Ducati dopo Brno. Da un lato le perplessità per un rendimento complessivo della moto ancora troppo incostante e lontano da quello di inizio stagione, quando riusciva a tenere il passo delle Honda e insidiava anche le Yamaha; dall'altro la soddisfazione per alcuni importanti segnali di crescita. Incoraggia quindi il quarto posto di Iannone, che rappresenta forse il massimo cui poteva ambire la casa bolognese in questo momento, ma è un fatto che il rendimento in corsa è stato limitato da problemi di motore. Questa la chiave di lettura dello stesso pilota. «Dobbiamo essere comunque ottimisti perché credo di aver fatto il massimo. Ma era una gara in cui avrei potuto lottare per il podio», ha infatti detto il pilota vastese dopo la corsa, «e quindi dobbiamo capire bene cosa è successo, visto che il motore non spingeva come in prova. Nei rettilinei perdevo tanto e quindi sono stato costretto a forzare in frenata».

Una conduzione tutt'altro che ideale, ma che al solito Iannone trova il modo di tradurre in positivo guardando in avanti. «In ogni caso sono contento», ha aggiunto il pilota delka Ducati, che comunque a Brno ha consolidato il quarto posto nella classifica del mondiale, aumentando il margine su Dovizioso e gli altri, compreso Pedrosa, «perché abbiamo raggiunto un ottimo set up sulla mia GP15. Insieme alla squadra siamo stati capaci di migliorare la moto, abbiamo fatto un lavoro incredibile. Finalmente siamo tornati competitivi e questo ci dà una motivazione per le prossime gare». Motivazione che può essere rafforzata dalla risoluzione dei problemi al propulsore della Desmosedici, che storicamente rappresenta un punto di forza della casa. Anche se in realtà una buona mano può venire dal passaggio alla nuova versione del motore, che Dovizioso (comunque non senza qualche problemino) ha già utilizzato a Brno. Iannone ha preferito non rischiare visto che c'era poco tempo per una mappatura affidabile. «Il team sta facendo un gran lavoro», ha spiegato il pilota vastese, «la strada intrapresa sembra quella giusta, ma la messa a punto delle modifiche richiede tempo, sono comunque fiducioso per la seconda parte di stagione». In effetti il dg Gigi Dall'Igna conta di risolvere in fretta i problemi emersi a Brno, fidando anche sui test in programma a Misano, prima di partire per l'Inghilterra. «Sono dispiaciuto per i problemi che ha avuto Iannone, credo abbiano causato un handicap di almeno due tre decimi al giro, che per Andrea poteva significare arrivare a lottare per il podio. Comunque siamo già impegnati nella messa a punto della moto e sfrutteremo i test di Misano per le verifiche necessarie». In realtà oltre che sul motore si lavorerà anche sull'anteriore, per migliorare l'inserimento in curva. Già in Inghilterra quindi si potrebbe rivedere una Ducati competitiva ai massimi livelli, anche se a Borgo Panigale evitano di alimentare facili ottimismi, vista anche la particolare tipologia di tracciato, abbastanza “amico” delle Honda, almeno quelle 2014, al contrario di quello romagnolo, dove si correrà a metà settembre. E per allora, come per le successive trasferte in Asia e Australia, Dall'Igna pare più ottimista. E Iannone sotto sotto si rivede a duellare con Marquez, come a inizio anno. «Mi piacerebbe misurarmi con Marquez alla pari, come in Moto2», aveva detto prima del via del Mondiale. E nei primi Gp lo aveva anche domato. Vuoi mettere farlo di nuovo...

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