Iannone s’accontenta del quinto posto

Il pilota vastese eguaglia la sua miglior prestazione di sempre nella classe regina
Gli imbattibili non sono più tali, ma il podio resta un sogno da inseguire anche dopo Misano.
In realtà Andrea Iannone non si era mai illuso e anche prima del via per una volta era apparso perfino più misurato del solito nelle sue previsioni: «Nel warm up forse abbiamo trovato una soluzione per andare più forte sul passo gara, però non abbiamo ancora i mezzi per stare con Vale, Lorenzo e Marquez. Realisticamente possiamo giocarcela per la quarta o quinta piazza».
Quasi una premonizione più che un pronostico, mettendo il nome di Pedrosa al posto di quello di Marc. Anche se in realtà in gara Iannone non riuscirà a ripetere i tempi del warm up (quinto con 1'34”395). Alla fine, un quinto posto che eguaglia la miglior prestazione in motoGp ma che forse non entusiasma più di tanto il vastese dopo la piazza d'onore conquistata in qualifica.
La prima fila ha i suoi privilegi, che spesso però si esauriscono alla prima piega. «È un vantaggio» conferma Iannone prima di stringere la cinghia del casco, «solo se riesci a partire bene. Ce la metteremo tutta». Ma tutto stavolta non basta, perché Rossi scatta a razzo e quel diavolo di Marquez proprio alla prima curva approfitta della brusca frenata cui è costretto Iannone dalle Yamaha e sfila all'esterno, costringendolo in quarta piazza a difendersi dalla Honda di Pedrosa e dall'arrembante Ducati di Dovizioso, che di stare ancora dietro all'esuberante futuro compagno di box non può essere molto contento.
E infatti quando il pilota vastese ha una piccola incertezza, aprendo la strada allo spagnolo, s’infila anche la Desmosedici numero 4. Da quel momento, 7° giro appena iniziato, quasi una cronometro fino al traguardo, con i primi che non fuggono e gli inseguitori che non si avvicinano.
Al rientro al box, Iannone, mostra la stessa misurata soddisfazione del pre-gara. «Sapevamo in partenza che fare meglio sarebbe stato difficile, anche perché avevamo un paio di decimi di handicap a giro e il motore non dava la solita spinta» aggiunge, dopo essersi complimentato con Rossi per la strepitosa vittoria, «ma quel che è importante è che il distacco dalle giapponesi si va sempre assottigliando».
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