Iannone sfortunato: ferito e arrabbiato

Il vastese cade dopo 10 minuti e compromette la gara di Pedrosa
L'amarezza forse più grande della stagione dopo un fine settimana con tante note positive e qualche segnale inquietante. «Abbiamo trovato un buon equilibrio, resta da decidere l'anteriore da usare in gara ma ormai riusciamo a essere competitivi anche su tracciati sulla carta non adatti a noi», aveva detto Iannone prima del warm up, che aveva confortato gli ottimismi del team con un terzo crono e un passo più che incoraggianti, a livello dei migliori. Invece. Invece è finito tutto dopo meno di dieci minuti di corsa. Un dritto che forse sarebbe stato pagato solo con qualche decimo di ritardo se non fosse andato a incrociare la posteriore di Pedrosa in mezzo alla curva quattro dell'insidioso tracciato australiano.
Bilancio di quello che poteva essere uno dei più bei week end della stagione: zero punti e una contusione all'anca sinistra, dolorosissima nei primi minuti. Ma forse non tanto quanto il vedere, specie dopo la caduta di Marquez (proprio dove era scivolato Iannone venerdì pomeriggio), le Desmosedici di Crutchlow (che usa ancora la vecchia moto, come Barbera, arrivato addirittura quinto) e Dovizioso lottare fino alla fine per il podio con le Yamaha.
Un Gp maledetto quello d'Australia per Andrea Iannone, ma non solo per lui, considerando che ne sono andati per le terre una decina, compreso Marquez. Un Gp durato appena cinque giri per il Gladiatore di Vasto, come da un po' lo chiamano nel paddock, ma compromesso già in curva uno, quando il solito prepotente balzo in avvio viene vanificato dal contatto col compagno di box che, destino beffardo vedrà sfumare il secondo posto pochi metri più avanti durante l'ultimo giro.
Ora però, si cambia subito pagina, già domani si sbarca in Malesia, per il terzo Gp del trittico asio-australiano, che si corre domenica prossima. Una pista «anomala» per le temperature e il rischio di improvvisi acquazzoni, ma che ai ducatisti non dispiace, anche se sarà di fatto la prima volta con la evoluzione 14.2. Mandarla giù però è proprio dura per Iannone. E non solo per il dolore fisico: «Come sto? Non lo so, mi fa male l'anca ma non è solo quello. Peccato, peccato davvero. Questo Gp poteva darci tanti punti, invece usciamo ancora a mani vuote», dice dopo aver ascoltato l'inno di Mameli in onore di Valentino. «La partenza era stata discreta, ma in curva ho toccato Cal (Crutchlow) che era lentissimo forse perché non gli entrava la marcia. Poi ho avuto difficoltà a passare Bradl e infine mi son trovato lungo alla quattro perché non mi è entrata la prima. Cosi ho finito male la mia corsa e rovinato quella di Pedrosa (gomma tagliata dal disco freno bollente della Ducati), spero accetti le mie scuse. Ora? Pensiamo a Sepang ma soprattutto cominciamo a guardare al prossimo anno, che speriamo ci dia le soddisfazioni che meritiamo».
Eh, sì, alla Ducati servirebbe proprio di azzeccare un cambio di marcia.
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