Iannone, un’altra gara anonima

Il vastese è undicesimo al traguardo. Tradite le aspettative delle prove
Dalla polvere di Brno agli altari austriaci? No, non è proprio così. In verità Iannone sembrava aver rimesso i piedi in “chiesa”, riavvicinato i grandi del Mondiale, ma è stata fugace impressione solo in prova (decimo con la moto di riserva) non in gara: 11° anche in virtù di qualche uscita (Petrucci, Folger, Miller...).
Però se serviva un segnale di vitalità, una reazione almeno d'orgoglio dopo le recenti delusioni, ebbene quella c'è stata. Sul circuito della sua prima vittoria in motoGp, in prova, Iannone è stato molto più vicino ai migliori. E la decima piazza gli stava pure stretta.
«Peccato per il problema alla moto1», aveva chiosato a fine qualifiche, «con la 2 ho girato tre decimi più lento». L'orgoglio però non produce cavalli e per far meglio nel passo gara, servirà una Suzuki più competitiva. E su questo fronte i segnali non sono molto incoraggianti. Basta vedere cosa fa Rins con la gemella e soprattutto quanto fragili si rivelino gli equilibri tecnici faticosamente raggiunti al mutare dei fattori esterni, temperatura e tipi di asfalto. Il lavoro di messa a punto spesso viene vanificato da un semplice cambio gomma.
«In mattinata avevamo deciso che la dura al posteriore sarebbe stata la soluzione giusta, però” ha rivelato Iannone appena arrivato in griglia di partenza, «ma già nel giro di schieramento è venuta fuori una vibrazione proprio sulla posteriore». E questo dopo aver faticato non poco nelle libere a cercare il tempo con medie e soffici.
La gara, poi, le solite sfumature di grigio, con finale su toni più scuri. Partenza discreta, con due posizioni guadagnate al primo giro: ottavo dietro Zarco (quinto al traguardo) e davanti a un arrembante Baz su vecchia Ducati. E dopo pochi giri, il pilota vastese deve cedere il posto alla sua amata e sempre più rimpianta Desmosedici. A metà gara, ecco sfilare Bautista, poi anche Kallio su una Ktm sempre più competitiva, con relativa retrocessione all'undicesima piazza, una dietro quella di partenza. Un dettaglio affatto trascurabile.
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