Iannone, un risveglio da incubo

Il vastese della Suzuki parte forte, poi si fa risucchiare ed è solo decimo
Dai sogni di gloria del Mugello al risveglio amaro di Barcellona. Son passate solo due settimane ma guardando la gara di Andrea Iannone, il decimo posto finale, che poteva essere anche molto peggio, senza la piccola ecatombe di avversari, sembra quasi un'altra era. Tanto veloce, aggressivo, sicuro, competitivo sulla pista toscana, quanto è apparso lento, incostante, arrendevole in Catalogna il pilota vastese. Vero che già in prova la sua Suzuki non era parsa adattarsi benissimo alla pista catalana, ma il quarto posto in qualifica e la bella partenza avevano creato aspettative di performance migliori. Invece, era solo illusione. Tanto fugace da dissolversi in pratica in poco più di due giri. Giusto il tempo per mostrare una partenza da bei tempi, con balzo in seconda posizione alla prima staccata e poi farsi rapidamente risucchiare in quinta piazza al primo passaggio e poi scivolare settimo all'inizio del terzo, passato da Petrucci e Pedrosa dopo il primo “lungo” di giornata. Che per Suzuki non fosse proprio aria lo conferma anche il calvario della seconda moto, con Rins praticamente mai in gara e costretto a rientrare al box prima del tempo, ma Iannone almeno a un posto subito alle spalle dei tre migliori team pensava di poter ambire. Invece a un certo punto (18° giro) s'è ritrovato addirittura dodicesimo, superato da Vinale e Zarco e poi perfino da Syahrin e Miller. Poi la raffica di cadute e incidenti, perfino una moto in fiamme (la Ducati di Rabat), riportano il vastese fino alla nona posizione, a oltre sei secondi da Petrucci, che sarebbe già una piccola consolazione.
Ma prima della bandiera a scacchi ecco l'ultima amarezza di giornata, veder passare senza poter opporre resistenza anche Alvaro Bautista e la sua vecchia Ducati. La bandiera a scacchi, quasi 25 secondi dopo Lorenzo, diventa così quasi una liberazione. Ora ci sono test di metà stagione e fra 15 giorni Assen, pista di grandi suggestioni per un pilota veloce come Iannone. Ammesso che questa Suzuki sia ancora capace di regalarne.

