Icardi più Banega: uragano Inter

I nerazzurri (saliti al quarto posto) danno spettacolo e ridimensionano la rivelazione Atalanta
MILANO. L'Inter cala il settebello, l'Atalanta evapora sotto il cielo di San Siro: i nerazzurri impartiscono una lezione di calcio alla squadra di Gian Piero Gasperini che parte bene ma si arrende subito all'Inter, mai così motivata, aggressiva, praticamente perfetta.
Tripletta di Mauro Icardi e di Ever Banega, poi va a segno anche l'ex Gagliardini, per l'Atalanta gol della bandiera firmato da Freuler. Un pomeriggio assolato e indimenticabile per i tifosi nerazzurri che si godono un'Inter da sogno, la goleada, il calcio champagne che da tempo latitava a San Siro.
Acclamato Stefano Pioli, allenatore capace di riaprire il sogno europeo anche se restano sei i punti di distanza dal Napoli. Lui è fiducioso, sa motivare il gruppo, segue persino il riscaldamento prima del fischio di inizio.
Standing ovation per Icardi, ancora una volta protagonista e ancora una volta capitano capace di trascinare e ispirare i suoi compagni. Nessuno all' Inter come Maurito. Dal fischio d'inizio della partita contro l'Atalanta, l'argentino ha impiegato 26 minuti ad andare in gol tre volte. Nessun giocatore è stato altrettanto veloce dal 26 ottobre 1947, quando Benito Lorenzi ci riuscì in 18 minuti. Icardi ha raggiunto quota venti gol in campionato, impreziositi da otto assist. In quattro stagioni con la maglia nerazzurra, è andato a segno già 67 volte, numeri che lo affiancano a campioni come Ibrahimovic e Vieri.
E poi brilla anche Banega, finalmente sdoganato da Pioli, tris per l'argentino, uomo in più a centrocampo, incontenibile e decisivo. Pioli finalmente trova la formazione ideale, la stessa che ha inflitto cinque gol al Cagliari.
L'Atalanta, la rivelazione del campionato, l’”ammazzagrandi”, subisce un'umiliazione senza precedenti: era dal 1990 che non incassava sette gol. I nerazzurri corrono, sono bravi in difesa e in attacco: Icardi dimostra di essere un campione di razza, cecchino implacabile e combattente in area di rigore e fuori. La società fece bene a dichiararlo incedibile, finora per lui 20 gol. Dalla Cina applaudono: Pioli conquista il quarto posto e un pezzo di panchina per la prossima stagione.
Eppure, i primi minuti della partita non lasciavano presagire l'exploit storico dei nerazzurri che non segnavano cinque gol in un tempo dal 1964. Parte forte l'Atalanta con Gomez che all'8' sfiora il gol con un sinistro dalla distanza di poco a lato. Al 12' tiro-cross di Spinazzola, deviato di mano da D'Ambrosio, episodio contestato dai giocatori di Gasperini. Poi l'Inter di lì a poco dilaga.
San Siro è in visibilio, la Curva Nord per la prima volta intona un coro dedicato all'allenatore: “Noi vogliamo Stefano Pioli”. Al 34' arriva la cinquina con Banega, preciso nel calciare a rete da posizione arretrata. L'Atalanta va a segno al 42', quando Freuler batte Handanovic.
La squadra di Gasperini ormai rassegnata al 7' della ripresa si lascia trafiggere anche dall'ex, passaggio rasoterra di Banega, Gagliardini calcia nell'angolo alla destra di Berisha ma non esulta. Lo show dell'Inter continua con Icardi che si procura un'altra punizione dal limite, calciata da Banega che firma la tripletta. «Sicuramente per loro che l’Atalanta fosse davanti a loro era, diciamo così, una vergogna. Oggi ho visto una grande Inter che era da tanti anni che non si vedeva», ha ammesso a fine gara anche il Papu Gomez.

