Iezzo trova la soluzione: «Mi dimetto, vado via»

L’allenatore neroverde a fine gara comunica la decisione a squadra e dirigenza Il nuovo capitano Forgione: «Bisogna essere realisti e guardarsi alle spalle»
CHIETI. Gennaro Iezzo rassegna le dimissioni. Dopo la sconfitta con l’Avezzano, l’allenatore del Chieti ha comunicato alla dirigenza e alla squadra la volontà di fare un passo indietro. Iezzo ha salutato tutti e detto che non vuole più proseguire la sua avventura sulla panchina neroverde. I numeri parlano chiaro: tre punti in sette partite e ottavo posto in classifica, a -5 dai play off e a +6 dai play out. La palla ora passa alla società che deve decidere se accogliere o respingere le dimissioni dell’allenatore, ma Iezzo sembra irremovibile. Ieri, dopo la partita, c’è stato un lungo confronto nello spogliatoio tra la squadra e la dirigenza. Giocatori e società hanno lasciato lo stadio solo dopo le 20. Iezzo non si è presentato in sala stampa. Davanti ai microfoni è arrivato il suo vice Pasquale D’Aniello. «Non cerco attenuanti», le sue parole, «è vero che abbiamo fatto tre punti in sette partite, ma i problemi c’erano anche prima. La vittoria in realtà manca da metà novembre perché quella con il Monterotondo è arrivata su rigore al 94’ e quella con il Matese contro una squadra allo sfascio. Io chiedo scusa ai tifosi per il secondo tempo di Tivoli perché lì siamo stati vergognosi. Contro Roma City, Sora e Avezzano, però, abbiamo creato tanto e avremmo meritato di più. Purtroppo, ci fanno gol al primo errore. La classifica? Ora è giusto guardarsi alle spalle», risponde D’Aniello, «forse prima abbiamo guardato eccessivamente davanti. Noi ci stiamo mettendo l’anima. Più di questo non possiamo fare. Ai giocatori ho dato le pacche sulle spalle perché hanno dato tutto». Sulle dimissioni di Iezzo, D’Aniello non risponde: «Questa è una domanda che dovete fare a lui. Io personalmente non mollerò mai. Se mi mandano via, è un altro discorso». Nessuna risposta nemmeno sulla scelta di togliere la fascia da capitano a Fall. «Non è una domanda che dovete fare a me», dice D’Aniello, «perché scavalcherei altri ruoli». In sala stampa arriva anche il capitano Cosimo Forgione. «La prestazione c’è stata», dice il centrocampista neroverde, «il problema è che manca la vittoria. Dobbiamo chiedere scusa ai tifosi. Nonostante tutto, ci hanno sostenuto e hanno creduto in noi. I fischi ce li prendiamo ed è giusto. Abbiamo dato risposte dopo Tivoli. Se non vinci, però, passa tutto in secondo piano. È facile ora trovare i colpevoli. Bisogna stare solo muti e pedalare. A Tivoli abbiamo sbagliato tutto. È dura rimproverare qualcosa alla squadra. Possiamo recriminare sul gol preso sì, però il resto l’abbiamo fatto. Abbiamo creato, attaccato e avremmo meritato di più». A dicembre il Chieti era a -4 dalla vetta, ora è ottavo e rischia di essere risucchiato nei play out. «Non me la spiego questa involuzione», dice Forgione. «Stavamo lottando per vincere il campionato e di colpo è cambiato tutto. Nella testa di noi giocatori non è facile. So cosa significa giocare a Chieti. Dispiace per i tifosi perché avevamo creato una magia all’inizio. Io sto soffrendo, vivo male questa situazione. Ci prendiamo le responsabilità per uscire da questo momento. La classifica? Bisogna essere realisti», risponde Forgione. «Ci dobbiamo guardare alle spalle: i play out, purtroppo, non sono lontani». (g.g.)

