Il boemo punta su Caprari ma la garanzia è Pavone

16 Febbraio 2017

Il tecnico ha già individuato i giocatori a lui funzionali, come l’attaccante Il ds biancazzurro, suo grande amico, è la chiave di volta per la trattativa

PESCARA. “Mister, le piacerebbe tornare a Pescara o è una storia chiusa?” Ottobre 2016, Zdenek Zeman sta partecipando ad un torneo di golf, a Miglianico. Tra le dita la sua immancabile Marlboro. L’accende e, poi, risponde. «Mai dire mai. Io ho ancora voglia di lavorare, ma in questo momento il Pescara sta bene così e ha un tecnico che ha portato la squadra in serie A. Tra qualche anno non lo so cosa potrà accadere, per me non è una storia chiusa. A Pescara sono stato benissimo e ho dei ricordi bellissimi. Ho tanti amici qui e anche la gente ha apprezzato il lavoro che abbiamo fatto qualche anno fa. Non credo di avere nemici». Nessun nemico, anzi, il presidente Sebastiani è di nuovo diventato il suo migliore amico. Dopo il pranzo di ieri, le parti si sono avvicinate sensibilmente.

Il golf, gli arrosticini e l’amico Peppino. Zdenek Zeman è pronto a sbarcare a Pescara. Oltre alla voglia di allenare di nuovo il Delfino, a Zeman è rimasta nel cuore la città. Il mare, ma anche il campo da golf a pochi chilometri e, soprattutto, la presenza nel club biancazzurro del ds Peppino Pavone, il gran regista della trattativa, che insieme al boemo trasformò Foggia in Zemanlandia. Il nome del boemo, però, divide la piazza pescarese. Una larga parte è d’accordo per il suo il ritorno, ma c’è anche chi non gradirebbe questa soluzione, imputando al tecnico di Praga la “fuga” alla Roma, nel 2012, subito dopo la promozione in serie A. Un tradimento che una parte della tifoseria non ha digerito. Zeman, al quale è stato proposto un contratto fino al 2018 (100mila euro fino al prossimo giugno, 400mila per la prossima stagione), porterà con sé il vice Vincenzo Cangelosi e il preparatore atletico Roberto Ferola. Il progetto tecnico, nel caso in cui dovesse accettare fin da subito l’incarico, ruoterà intorno a Gianluca Caprari. L’attaccante è l’unico “reduce” della promozione in serie A, nel 2012. «Lui è sempre il “mio” Caprari. È importante per il Pescara», disse “sdengo” lo scorso autunno. «Tecnicamente è molto bravo e adesso ha trovato i tempi giusti di giocata, anche se per me si accentra troppo». Dalle sue parole, Caprari, nel 4-3-3, dovrebbe tornare a fare l’esterno puro. Si parla di giocatori inadatti al suo credo calcistico, ma, scorrendo i nomi, sono diversi i calciatori che potrebbero sposarsi con le idee del boemo, come i terzini Zampano, Crescenzi e Biraghi, il difensore Fornasier. Oltre ai centrocampisti Verre, Memushaj, Benali, Cubas e Brugman. Senza dimenticare Kastanos e l’estroso esterno offensivo Mitrita. Tutti gli altri si possono adattare e c’è Bahebeck, ora infortunato, che potrebbe tornare molto utile al centro dell’attacco. Il boemo ha già visionato la lista dei calciatori e sta facendo delle valutazioni. Nel caso in cui, però, si dovesse accordare con il Delfino solo per la prossima stagione, allora toccherà a Zauri traghettare il Pescara fino alla fine del campionato. L’ex laziale ha avuto un buon impatto con la nuova realtà e potrebbe regalare delle piacevoli sorprese, già da domenica... Come è stato piacevole per Sebastiani, ricevere, ieri, un sms di Massimo Oddo in cui c’era scritto: «Grazie di tutto, ti voglio bene. Con sincerità, Massimo»

©RIPRODUZIONE RISERVATA