Il boemo rincara: le mie parole? Non dico bugie

18 Dicembre 2017

L’allenatore non fa passi indietro: «Non penso alle dimissioni, anche se si fa di tutto per costringermi»

PESCARA. «Se sarò in panchina ad Ascoli? Io sono a disposizione della società, per allenare e migliorare la squadra, di solito sono i presidenti che decidono queste cose. Dimettermi? No, sempre che non mi obbligano, anche se si fa di tutto per costringermi…». Dopo una partita più difficile non solo di questa della stagione, ecco la versione più antica e vera del tecnico boemo. Serafico ma tagliente, per nulla diplomatico e fermo sulle sue posizioni. Di lasciare non ha alcuna intenzione, quello che è successo è tutt’altro che nuovo per cui nessun passo indietro ma nessuna correzione a quanto affermato alla vigilia. Men che meno sulle famose dimissioni respinte. «Io non dico bugie», dice quasi stizzito Zeman, «il primo settembre sono andato nell’ufficio del presidente per dire che volevo lasciare. I motivi? Li sapete, le caratteristiche degli arrivi, la rosa di 34, che significa avere venti di uomini che inevitabilmente perdono motivazioni, che non aiutano negli allenamenti. Se sono rimasto, nonostante alcuni problemi familiari, è perché mi è stato detto che si sarebbe aggiustato tutto, per non deludere quei pochi che ancora credono in me e anche perché penso che si possa lo stesso a fare bene». Insomma, non mi hanno fatto lasciare allora non vedo perché farlo ora. Insomma, se alla vigilia la situazione sembrava compromessa, dopo la gara è pure più confusa, di meglio c’è solo la posizione in classifica. Per ora insufficiente a ricreare il giusto clima tra tecnico, società e squadra. «Abbiamo mosso la classifica e si può ancora migliorare, ne sono certo. L’atteggiamento della squadra? Nel secondo tempo eravamo un po’ bassi, forse i ragazzi volevano mantenere il risultato visto che altre volte non ci è riuscito, anche se a stare schiacciati prima o poi il gol lo prendi». Altra nota anomala della giornata, nessun cambio. Perché? E qui Zeman spiazza un po’ tutti. «Perché non avevo uomini con le caratteristiche giuste, serviva un centrocampista che copre ma c’era solo Proietti, che è più di costruzione…». Altro che rosa troppo larga, quindi. Eppure fino a ieri non è che le avesse lesinati i cambi. E crede che la società a gennaio le metterà a disposizione i giocatori che servono e sfoltirà la rosa? «Io non faccio mercato», conclude secco quasi provocatorio, «sa il presidente perché alcuni giocatori non sono partiti, sa anche cosa serve».
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