Il Brasile punta tutto su Neymar Nell’Argentina rientra Di Maria

I verdeoro (contro la Croazia) e l’Albiceleste (alle 20 con l’Olanda) sperano di sfidarsi in semifinale La Spagna cambia ct dopo l’eliminazione: via Luis Enrique, promosso De La Fuente dall’under 21
DOHA (QATAR). Si torna in campo ai Mondiali in Qatar. E di scena ci sono alcuni dei campioni più attesi, vale a dire Neymar e Messi.
Alle 16 Croazia-Brasile. Non c'è due senza tre è un proverbio, ma anche un pronostico per la sfida dei quarti di finale tra il Brasile e la Croazia. Nei due precedenti incroci ai Mondiali, nel 2006 e nel 2014, si sono infatti sempre imposti i verdeoro, che si presentano da favoriti contro i vicecampioni in carica apparsi nelle partite fin qui disputate non all'altezza della squadra che sfiorò l'impresa a Russia 2018. Il match spettacolo contro la Corea del Sud ha dato il metro delle qualità della rosa a disposizione di Tite, il quale non ha intenzione, e forse nemmeno può, cambiare il modo gioioso di giocare per affrontare i croati. «Questa è l'identità del calcio brasiliano e della generazione attuale», afferma il tecnico che punta molto su Neymar. «Diamo loro piena fiducia in modo che possano scendere in campo e dare il meglio. Queste sono le caratteristiche dei nostri giocatori ma ci vuole coraggio per giocare in questo modo». Eccettuato il passo falso con il Camerun nella fase a gironi, assolutamente indolore, il Brasile ha brillato sia con la Svizzera, sia con la Serbia e poi quasi 'scherzato’ con i coreani, e con il gioco che può esprimere e le individualità che vanta ha ogni arma disponibile per venire a capo del primo vero test per una squadra che ambisce alla conquista della sesta coppa del mondo, 20 anni dopo l'ultima. Recuperati Neymar e Danilo, resta in dubbio Alex Sandro. Probabile, che sia ancora Danilo a essere schierato sulla fascia.
Alle 20 Olanda-Argentina. Angel Di Maria corre verso il pieno recupero, Lautaro Martinez è alle prese con un fastidioso problema alla caviglia. Come sempre succede nelle competizioni brevi, gli infortuni, più o meno gravi, assumono una rilevanza determinante. Nulla però sembra scalfire un'Argentina carica a mille per il quarto di finale con l'Olanda. E, pure se nessuno lo dirà mai, l'Albiceleste ha già nel mirino la semifinale contro il Brasile (ovviamente se i verdeoro riuscissero a superare la Croazia). Se così fosse Argentina e Brasile tornerebbero a sfidarsi in una fase finale di Coppa del Mondo a distanza di 32 anni da Italia 1990: al vecchio Delle Alpi di Torino, il biondo Caniggia, lanciato da Diego Armando Maradona, fece piangere tutto il Brasile. Di questo, nel caso, ci sarà tempo per parlarne. Per ora l'allenatore Lionel Scaloni sta cercando di tenere altissima l'attenzione dei suoi giocatori, reduci, dopo il passo falso all'esordio con l'Arabia Saudita, da tre convincenti vittorie con Messico e Polonia, nel girone, e negli ottavi contro l'Australia. Protagonista assoluto, come volevasi dimostrare, il capitano Leo Messi. E la Pulce da stasera contro l'Olanda dovrebbe tornare ad avere al suo fianco anche il 'Fideo’ Di Maria. In attacco, quasi sicuramente, sarà comunque confermato Julian Alvarez, in Qatar già a segno due volte e che pare proprio aver scalzato dal ruolo di titolare il «Toro» nerazzurro. A proposito di Lautaro, il suo procuratore, Alejandro Camacho, ha fatto trapelare che, per superare il problema alla caviglia, sta giocando con le infiltrazioni.
CR7 voleva lasciare il Qatar?
Non c’è pace per Cristiano Ronaldo in questo Mondiale, il quinto della sua carriera. Dopo aver appreso dal c.t. del Portogallo, Fernando Santos, che sarebbe andato in panchina negli ottavi contro la Svizzera (vinti 6-1), avrebbe minacciato di lasciare il Qatar, come riporta il quotidiano portoghese «Record». Ma lui smentisce. Lo fa attraverso Instagram, dove condivide una foto con i compagni di squadra e la accompagna con la seguente frase: «Un gruppo troppo unito per essere spezzato da forze esterne», si legge nel messaggio. «Una Nazione troppo coraggiosa per lasciarsi spaventare da qualsiasi avversario. Una squadra nel vero senso della parola, che lotterà per il sogno fino alla fine! Credi con noi! Forza, Portogallo!».
La Spagna cambia. Osannato dopo la goleada con il Costarica, scaricato a mondiale in corso. Le migliaia di passaggi a dispetto delle poche realizzazioni in porta nella sconfitta con il Giappone, nel pari con la Germania e nel ko con il Marocco non hanno pagato e Luis Enrique non è più il ct della Spagna: l'eliminazione ha messo 'allenatore asturiano sulla graticola, lui che tanti amano a casa e fuori, ma nel corso della sua carriera ha collezionato anche parecchi detrattori. Ma le braci sono durate pochissimo, perché a poche ore dall'uscita di scena per mano del Marocco, la federcalcio ha già pronto il post 'Luchò. Via il ct e subito l'annuncio del sostituto: sulla panchina delle Furie Rosse siede Luis De La Fuente, ex difensore, 61enne che balza dall'Under 21 alla prima squadra.
Angelo Caradonna

