Il calciatore non pagato? E’ il marito della Maio

27 Marzo 2016

Altre penalizzazioni: Virtus deferita (anche) perché Turchi non risulta liquidato per i mesi di novembre e dicembre. La rinuncia al compenso non sarebbe valida

Quella della Virtus Lanciano è una rincorsa ad handicap. La squadra macina punti in campo che poi vengono, in parte, cancellati dalla giustizia sportiva, attraverso penalizzazioni. In attesa del giudizio in programma il 14 aprile sulle tasse non pagate nei termini previsti per le mensilità di settembre-ottobre, venerdì è arrivata la stangata non prevista: addirittura tre deferimenti. Che rappresentano una pesante palla al piede per i rossoneri in vista del rush finale.

La vicenda è relativa alle mensilità novembre-dicembre da pagare ai dipendenti. Termine ultimo metà febbraio, qualche giorno dopo l’atto d’amore dei Maio che avevano rinunciato a cedere la Virtus all’imprenditore campano Bisogno. I Maio avevano rassicurato tutti – parlano le dichiarazioni rese e giornali e televisioni – sul fatto che erano state saldate tutte le pendenze. E, invece, stando ai deferimenti della procura federale così non è stato. Di certo la Virtus non ha pagato le tasse nei termini previsti, così come era accaduto anche in precedenza. E poi c’è il giallo del tesserato non pagato. Chi sarà mai questo calciatore che non ha ricevuto gli stipendi di novembre e dicembre? Beh, il nome è quello di Manuel Turchi, ovvero il marito del presidente Valentina Maio. Turchi è un tesserato come gli altri e il fatto che non sia stato pagato ha fatto scattare il deferimento. La società avrebbe prodotto una rinuncia al compenso sottoscritta dall’attaccante romano davanti a un rappresentante di categoria (Aic), ma secondo gli ispettori della Covisoc non è valida. Non sarebbe stato seguito l’iter giusto. Ovviamente, questo deferimento sarà argomento di un braccio di ferro davanti al collegio giudicante: non solo perché potrebbe portare a un punto di penalizzazione quanto al fatto che al caso Turchi è legato il terzo deferimento; sì perché insieme al presidente del collegio sindacale della società, Angelo Castrignanò, l’amministratore unico Claudio Di Menno Di Bucchianico è stato deferito anche «per aver prodotto alla Covisoc, in data 16 febbraio 2016, delle dichiarazioni attestanti circostanze e dati contabili non veridici». La società ne risponde a titolo di responsabilità diretta ed oggettiva.

La dichiarazione in questione è quella dell’avvenuto pagamento di tutti i calciatori. Secondo la procura federale è un’attestazione non vera perché Turchi non ha percepito le mensilità di novembre e dicembre.

Scontati i due punti di penalizzazione per le tasse non pagate nei termini previsti. Sarà battaglia per gli altri due deferimenti che messi insieme potrebbero, in caso di colpevolezza, portare ad almeno altri tre punti in meno in classifica.

@roccocoletti1

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