Il calcio malato davanti al Gip lotta per spostare il processo

3 Novembre 2016

Savona-Teramo e le altre gare sotto inchiesta: domani udienza per 62 indagati I legali chiedono l’incompetenza territoriale e il trasferimento da Catanzaro a Napoli

PESCARA. Dirty Soccer è una ferita che si riapre per il calcio italiano e per i protagonisti dello scandalo che ha agitato il mondo del pallone nell’estate del 2015. Partite truccate in Lega Pro e nei campionati dilettantistici e scommesse sportive. Domani mattina, alle ore 9,30, appuntamento al tribunale di Catanzaro, dove compariranno davanti al Gip Assunta Maiore 62 indagati dell’inchiesta Dirty Soccer. A distanza di quasi un anno e mezzo, quindi, tornerà d’attualità lo scandalo che ha indignato il mondo del calcio. E che riguarda da vicino l’Abruzzo, visto che una delle partite implicate, Savona-Teramo, è costata la revoca (da parte della giustizia sportiva) della prima promozione in serie B dei biancorossi. Il pm Elio Romano ha chiuso le indagini chiedendo il rinvio a giudizio per reati che vanno dall’associazione a delinquere alla frode sportiva.

Incompetenza territoriale? Domani, probabilmente, si parlerà prima delle eccezioni preliminari, in primis quella sull’incompetenza territoriale della procura di Catanzaro. Le difese alzeranno le barricate per spostare il confronto con l’accusa e si farà forza di un primo troncone dell’inchiesta Dirty Soccer già trasferito a Napoli.

L’indagine ha preso spunto verso la fine del 2014 da un’intercettazione telefonica ordinata dai magistrati che stavano indagando sul malaffare e sulle cosche calabresi. Da lì è nata l’inchiesta sul mondo del calcio cosiddetto minore. Dirigenti, calciatori e allenatori che si accordavano tra di loro per alterare il risultato delle partite sulle quali venivano effettuate delle scommesse all’estero. Secondo il pm di Catanzaro Elio Romano era l’ormai ex responsabile dell’area tecnica dell’Aquila Ercole Di Nicola a tirare le fila dell’organizzazione. Con le sue conoscenze, secondo l’accusa, riusciva a interferire fino a truccare le partite della sua squadra e di tante altre. Il 39enne dirigente di Morro d’Oro ha sempre rifiutato questo ruolo da protagonista che gli è stato cucito addosso. Lo ha fatto sia in sede penale che in quella sportiva, dove comunque è stato squalificato. Diversa però la giustizia ordinaria da quella sportiva. Secondo Di Nicola e i suoi legali, tra cui Maurilio Prioreschi (ha difeso Luciano Moggi durante Calciopoli), si tratta di un grosso equivoco, tant’è che non ci sarebbero le prove della frode sportiva.

La serie B persa dal Teramo. Tra le partite truccate ci sarebbe anche quella del 2 maggio 2015, Savona-Teramo finita 0-2, quella che ha sancito la matematica promozione in serie B dei biancorossi, poi revocata. Secondo l’accusa, Di Nicola avrebbe ricevuto l’incarico di “aggiustare” la partita dal presidente del Teramo Luciano Campitelli e in tal senso si sarebbe adoperato insieme all’ex ds biancorosso Marcello Di Giuseppe e altre persone. Gli intermediari per arrivare ai giocatori del Savona sarebbero stati l’ex tecnico dei liguri Ninni Corda e l’ex ds Marco Barghigiani. La difesa degli indagati ha sempre contestato il teorema: «Ma come si fa a comprare una partita se non ci sono giocatori del Savona coinvolti? Dove sono i calciatori comprati?». Questa ed altre contestazioni da parte degli avvocati che rappresentano i sette indagati di Savona-Teramo, ovvero Ercole Di Nicola, Luciano Campitelli, Marcello Di Giuseppe, Davide Matteini, Marco Barghigiani, Ninni Corda e Giuliano Pesce.

Gli altri. Nell’elenco dei 62 personaggi del calcio chiamati in causa domani a Catanzaro ci sono anche volti noti agli sportivi abruzzesi: l’ex centrocampista della Rosetana Giuseppe Sampino, l’ex difensore dell’Aquila e del Giulianova Mirko Garaffoni, l’ex attaccante del Chieti Marco Guidone, l’ex allenatore del Giulianova Marco Tosi, il direttore sportivo pescarese Armando Ortoli, l’ex ds del Pescara e del Chieti Enzo Nucifora, l’ex centrocampista dell’Aquila e del Teramo Luigi Condò, l’ex attaccante dell’Aquila Vito Falconieri.

@roccocoletti1

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