Il campione di Chieti esulta: gioia indescrivibile

29 Maggio 2019

Un pensiero va subito all’Aquila: «Vincere nel decennale del terremoto per me è molto emozionante»

A tre anni di distanza dalla vittoria di Sestola Giulio Ciccone ha concesso il bis al Giro d'Italia. E lo ha fatto vincendo una delle tappe più dure di questa edizione, transitando per primo ai gran premi della montagna del Cevo, dell'Aprica e del Mortirolo. Un exploit, quello del 24enne corridore teatino, che lo lancia sempre di più verso la conquista della maglia azzurra (sono 163 i punti di vantaggio su Carapaz) a cinque tappe dalla fine. Festa grande a Brecciarola di Chieti, dove il papà Roberto e la mamma Silvana sono i suoi primi tifosi. Ciccone è passato quest'anno nel World Tour, con la Trek-Segafredo, dopo aver già fatto vedere ottime cose con il Team Colpack e la Bardiani Csf. Proprio con la Bardiani, il 17 maggio 2016, Giulio centrò il successo nella tappa di Sestola al debutto tra i professionisti. «Ci provavo da diversi giorni», ha detto Ciccone al termine della frazione di ieri, «ma non ero mai riuscito a trovare la fuga giusta. Il Mortirolo era nei miei pensieri fin dalla vigilia del Giro. È stata una giornata perfetta, voglio godermi questo successo davvero importante per me. Hirt saliva forte, nei primi chilometri del Mortirolo, e mi ha fatto passare dei brutti momenti portandomi al limite delle forze. Abbiamo fatto la discesa insieme e quando poi ho visto che non voleva collaborare mi ha fatto un po' innervosire».
A complicare le cose ci si è messo il freddo, che ad un certo punto gli ha fatto battere i denti. «Sul Mortirolo», ha spiegato, «non sono riuscito a mettermi la maglia a maniche lunghe perchè con i guanti bagnati non sono riuscito a indossarla. Ho rischiato il tutto per tutto e ho tirato dritto fino al traguardo». Il trionfo di Ponte di Legno è arrivato 48 ore dopo la vittoria del miglianichese Dario Cataldo a Como. Non era mai successo che due abruzzesi vincessero una tappa nella stessa edizione del Giro. «È una grandissima emozione», ha sottolineato Ciccone, «e a dieci anni dal terremoto dell'Aquila è una coincidenza particolarmente significativa». Su Facebook, verso sera, è comparso questo post sulla pagina del corridore teatino: «Tanti sacrifici, tante rinunce, emozioni uniche. Un'altra battaglia vinta». Una curiosità: sul palco, a premiare Ciccone, c'era la miss bionda Giorgia Masciulli, anche lei teatina.
Gaetano Lombardino
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