IL CAMPO CANCELLA GLI UMORI DI MERCATO
di ROCCO COLETTI E così al «primo snodo scudetto» – parole di Massimiliano Allegri – la corazzata Juventus è caduta. Bocciata al primo esame di un certo spessore contro la tanto bistrattata Inter,...
di ROCCO COLETTI
E così al «primo snodo scudetto» – parole di Massimiliano Allegri – la corazzata Juventus è caduta. Bocciata al primo esame di un certo spessore contro la tanto bistrattata Inter, reduce da una figuraccia in Europa League e con l’allenatore De Boer già sulla graticola. Questo è il calcio, non è una scienza esatta. Gli umori sono rovesciati: il popolo bianconero si interroga su una Juventus che non ingrana come immaginava dopo un mercato sontuoso e quello nerazzurro si gode quel Mauro Icardi (sette gol in otto gare alla Vecchia Signora) tanto criticato nelle settimane scorse perché la moglie Wanda Nara bussava a soldi. E, invece, l’argentino ha segnato quattro dei cinque gol dell’Inter in campionato. Ha risposto sul campo alle critiche sullo scarso attaccamento alla maglia. A San Siro tutti aspettavano Higuain e Dybala, invece lo stadio ha applaudito Maurito che ha dato il là alla rimonta nerazzurra. Com’era accaduto la settimana precedente a Pescara. Certi giudizi vanno corretti in corsa, lo impone un campionato, quello di serie A, che evidentemente non ne vuol sapere degli umori figli del mercato estivo. C’è il Napoli solo in vetta alla classifica, nonostante la tifoseria si senta ancora orfana di Higuain. Dalla sua ha la forza del gioco, non è poco. Il passo falso di San Siro riporta con i piedi per terra una Juventus che è partita con tante aspettative. E che non riesce ancora a sviluppare il suo potenziale. Questione di intensità agonistica e di equilibri. E di errori (vedi quello di Asamoah) tanto ingenui quanto superficiali. La difesa, che è stato il punto di forza per anni, continua a incassare reti e l’attacco non è quello esplosivo immaginato nel momento in cui sono stati spesi 90 milioni per Higuain. Successo meritato quello dell’Inter, grazie a un bel secondo tempo. C’era voglia di rivalsa, la si leggeva nei volti dei nerazzurri: ha fatto la differenza.
Occhio al Sassuolo di Eusebio Di Francesco: senza il caso Ragusa e la sconfitta a tavolino con il Pescara, avrebbe gli stessi punti della Juve con un cammino in Europa League da leccarsi i baffi. C’è poco tempo per analisi e riflessioni, da domani si tornerà in campo per il turno infrasettimanale: la serie A non ammette pause.
@roccocoletti1
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