Il Chieti ancora sconfitto E patron Pomponi s’infuria

9 Novembre 2015

Neroverdi ko sul campo dell’Isernia, seconda battuta d’arresto consecutiva Il presidente: «Squadra senza attributi: deve svegliarsi, ma Ronci non rischia»

ISERNIA. Brutto scivolone del Chieti, che a Isernia subisce una giusta sconfitta e scivola in zona play out. Per i neroverdi è il secondo ko di fila, con i giocatori che a fine gara, per bocca di capitan Del Grosso, si prendono tutte le responsabilità di una battuta d’arresto che li allontana quasi definitivamente da ogni sogno di gloria.

In terra molisana, i neroverdi soffrono fin dalle battute iniziali e deludono sotto tutti gli aspetti. L’inizio di gara vede un approccio svogliato da parte dei teatini, che al di là di qualche spunto di Dos Santos si fanno vedere per la prima volta al 22’, con una battuta di Massimo che sorvola la traversa della porta di casa. È invece l’Isernia a menare le danze, pur non creando pericoli concreti almeno fino al 25’, quando Panico, a conclusione di un’azione in profondità degli isernini, calcia altissimo da buona posizione. Il pericolo corso non dà la scossa al Chieti, che continua a subire. Il risultato si sblocca al 38’, quando i molisani usufruiscono di un calcio di punizione. Alla battuta si presenta Ruggieri, uno specialista. Il centrale difensivo di casa disegna una parabola che sorprende Fatone. Prima dell’intervallo è ancora Ruggieri a essere pericolosissimo su calcio franco, ma stavolta Fatone respinge e si va all’intervallo sul punteggio di 1-0 in favore dell’Isernia. A inizio ripresa, Ronci prova a dare nuova linfa al Chieti inserendo Paletta al posto di Ewansiha. Ma è sempre l’Isernia a creare le azioni più pericolose, come quella che al 6’ porta Scimò al tiro, mandando alto.

Entra anche Gomis, il Chieti avanza il baricentro ma presta il fianco ai contropiede avversari, e il 2-0 arriva proprio a conclusione di un’azione di rimessa: Manzo pesca Fontana che controlla e scarica in rete sfruttando anche la poca attenzione della difesa ospite.

Il 2-0 annichilisce il Chieti, che fatica a riorganizzarsi. Dalla panchina si alza Suriano per l’ultimo cambio, fuori va Vitale. I minuti scorrono, sembra finita. Nel finale, però, l’Isernia rinuncia a giocare in difesa del doppio vantaggio e gli abruzzesi si riversano nella metà campo avversaria alla ricerca della rimonta. Al 36’ c’è un calcio d’angolo, svetta Scintu ma il portiere di casa Maggi, fino ad allora quasi inoperoso, non si fa sorprendere. Poi è Gomis a rendersi protagonista di un buono spunto, ma Mancino lo contiene prima che arrivi al tiro. Solo a un minuto dal novantesimo arriva il gol, inutile, del Chieti: sugli sviluppi di un corner è Scintu, di testa, a superare Maggi.

Ci sarebbero ancora quattro minuti di recupero, ma il sospirato pareggia non arriva e a fine partita a festeggiare sono i padroni di casa.

A fine gara, sul fronte teatino, si fa vedere tra i cronisti un solo calciatore, il capitano Federico Del Grosso. «Sono venuto qui», spiega, «non per commentare la gara, perché c’è poco da commentare. Abbiamo sbagliato completamente l’approccio alla partita, e una volta sotto nel punteggio non abbiamo reagito. Siamo qui per chiedere scusa al nostro allenatore, al nostro presidente e ai nostri tifosi. Il tecnico lavora settimanalmente con grande applicazione, non certo per assistere a questi spettacoli. Non è lui il colpevole, siamo noi giocatori a dover fare un bagno d’umiltà. Sappiamo fare ben altro, dobbiamo metterlo in pratica da domenica contro il Giulianova. Questo di Isernia è stato un passo indietro rispetto alla gara contro il Matelica, quando invece era mancato soltanto il risultato».

A fine partita, i tifosi neroverdi che hanno affrontato la trasferta di Isernia chiamano sotto la curva i calciatori e chiedono a tutti di tirare fuori gli attributi. In sala stampa, poi, Giorgio Pomponi ci va giù pesante: «Squadra senza palle», attacca il patron neroverde, «Stavolta il Chieti ha fatto schifo. Non c’è nulla da salvare. I calciatori hanno lasciato gli attributi sul pullman. È ora che la squadra si svegli». Ronci non rischia l’esonero? «Assolutamente no, il mister resta sulla panchina». Il tecnico teatino è scuro in volto e non si presenta in sala stampa.

Marco Salvatore